Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Il Senato consegna Salvini ai magistrati: sarà processato per sequestro di persona

L'Aula del Senato dà l'ok al processo per l'ex ministro dell'Interno, accusato di sequestro di persone per il caso Open Arms: rifiutò di concedere lo sbarco alla nave spagnola con a bordo oltre 160 migranti
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Il senato dice sì al processo per sequestro di persona nei confronti del leader della Lega Matteo Salvini. L’allora ministro dell’Interno rifiutò di far sbarcare 160 migranti ospiti della nave Open Arms i quali rimasero in mare per 19 giorni.

Il dibattito in Senato

«Sono sereno, i senatori votino come credono». Aveva dettoè Matteo Salvini, arrivando in Senato per il voto di oggi a palazzo Madama, con la richiesta di processo dei giudici per il caso Open arms. «Mio problema -aggiunge – sarà spiegare stasera ai miei figli che il papà non è un delinquente, un assassino».

Per il Tribunale dei ministri di Palermo, il no allo sbarco imposto alla Open Arms dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini non fu un atto politico, ma «un vero e proprio reato ministeriale».  In 114 pagine, i magistrati argomentano le ragioni alla base della richiesta  di autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, accusato di plurimo sequestro di persona. Un reato, si legge nelle carte dei magistrati di Palermo, aggravato dall’essere stato commesso da un pubblico ufficiale con abuso dei poteri inerenti le sue funzioni ed anche in danno di minori.

Ore 12.29, Salvini: «Un voto politico. Da Renzi solo supercazzole»

 

«Si è già capito che il voto è politico. Noto che non sta intervenendo nessuno del M5s. Ma preferisco il loro bel tacer che le gratuite supercazzole di Renzi e compagnia – ha detto Salvini intervenendo in Aula -. Triste fine per Renzi passare dall’avere come modello De Gasperi ma si comporta come uno Scilipoti qualsiasi. Invece di prorogare stati d’emergenza in carenza di emergenza evitate di far sbarcare gente che porta il contagio in Italia. E se riparte il contagio saremo noi a denunciare chi ha permesso che si corresse questo rischio. Questa sera dovrò spiegare ai miei figli che papà va a processo perché è un delinquente che ha difeso i confini, questo è l’unico peso che mi porto, non mi interessano le critiche politiche». E in merito a Conte ha sottolineato: «Il premier era perfettamente complice di un reato che non esisteva».

«Il 17 agosto abbiamo fatto scendere 17 presunti minorenni, che poi si dimostrano tutt’altro che minorenni, e il presidente del Consiglio è complice di questo», ha detto Salvini. «Il 19 agosto a pieno sequestro teorico in corso, Toninelli rilascia una intervista in cui diceva che i migranti sarebbero stati portati in Spagna ed è stato detto no anche a questo. È evidente che si trattava di una violazione di legge. Se un uomo non difende le sue idee fino in fondo o non valgono niente le sue idee o non vale niente lui. Andrò fino in fondo senza chiedere aiutini a nessuno. Noi alle idee contrapponiamo altre idee non tribunali politici, l’unico tribunale è quello del voto».

«Io stasera torno a casa con un processo ma a testa alta. Tanti mi dicono, “Matteo hai ragione, ma l’indicazione del mio partito è diversa”. Io guardo ai fatti, delle interpretazioni e dei messaggi alla Palamara non importa. Sono convinto che gran parte della magistratura sia composta da persone serie che non passano le giornate con gli esponenti della sinistra per scegliere i componenti del Csm. Se qualcuno pensa di mettere paura a me, al movimento, al centrodestra con processi politici avete sbagliato persona. E il riferimento alla vicenda della Lombardia è voluto, ma il tempo è galantuomo. Oggi tocca a Salvini andare a processo, ma la ruota gira. Tuttavia, quando capiterà a voi la Lega sarà dal lato delle garanzie», ha aggiunto Salvini.

«Se c’è qualcuno che ha commesso un crimine e messo a rischio la vita di queste persone è il comandante di questa nave pirata. Una nave pirata che raccoglie immigrati in acque libiche e maltesi, una nave che ha diritto di avere a bordo 19 migranti e arriverà ad averne a bordo 150».

Ore 11.50, Marcucci: «Ora discontinuità del governo sul tema migranti»

 

«Salvini non viene assolto o condannato dal Senato. L’aula del Senato consentirà soltanto di mandare avanti il lavoro dei giudici sulla Open Arms. Contro il leader della Lega, non c’è alcun accanimento politico, almeno da parte del Pd. Ora però, mi aspetto dal governo Conte, una discontinuità totale sul tema delle politiche migratorie. Se Salvini andrà a processo, l’esecutivo deve liberarsi di politiche del passato, totalmente sbagliate, continuando a pretendere dall’Europa un intervento più adeguato». Lo afferma il capogruppo Pd in Senato Andrea Marcucci, in vista del voto dell’aula del Senato.

Ore 11.20, Meloni: «Processare Salvini è scandaloso»

 

«Processare Matteo Salvini per aver difeso i confini italiani dall’immigrazione illegale è semplicemente scandaloso. Fratelli d’Italia voterà compattamente, e convintamente, contro l’autorizzazione a procedere. La sinistra impari a battere i suoi avversari nelle urne, se ne è capace. Forza Matteo». A scriverlo su Twitter è la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Ore 11.00, Salvini: «Renzi? Ormai non gli crede più nessuno»

«Sono tranquillo, perché ho difeso i confini e l’onore del mio Paese. È assurdo andare a processo ma se devo andare andrò. Rischio 15 anni di carcere per aver difeso il mio Paese? Ne sono orgoglioso. Ma è ridicolo. Su Open Arms prendemmo una decisione collegiale con i ministri dei Trasporti e della Difesa». Così il leader della Lega Matteo Salvini conversando con i giornalisti in Senato, mentre in Aula è in corso la discussione. «Renzi? Ormai non gli crede più nessuno, neanche i suoi genitori».

«Se qualcuno merita processo è l’attuale governo: giudichino gli italiani se sia “colpevole” chi ha fermato gli scafisti o chi li asseconda con porti aperti, confini colabrodo, “profughi” col barboncino, clandestini che fuggono dalla quarantena e girano liberi!», ha scritto Salvini su Twitter durante la discussione.

 

Ore 10.47, De Falco: «Nessuna corresponsabilità da parte di Conte»

 

Sul caso Open Arms «non c’è alcuna possibilità di rinvenire la corresponsabilità del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, che operò una moral suasion nei confronti del ministro dell’Interno, Matteo Salvini e scrive una lettera al ministro Salvini invitandolo a far venire meno il reato che si sta compiendo impedendo lo sbarco dei minori. Dice a Salvini: fai sbarcare almeno quelli». A dirlo il senatore del Misto, Gregorio De Falco.

Ore 10.37, Urraro: «Salvini in linea con l’indirizzo di governo»

 

«La vicenda è perfettamente ascrivibile all’azione di governo e ad un onere di condivisione nella gestione del fenomeno migratorio: le azioni del ministro dell’Interno si erano poste all’interno di un indirizzo di governo», ha detto il senatore della Lega, Francesco Urraro, intervenendo durante la discussione.

Ore 10.20, Renzi: «Sì all’autorizzazione al processo»

 

«Credo che nella vicenda della gestione della politica migratoria di questo Paese, con il governo Gialloverde, prima ancora di discutere se ci siano stati dei crimini, dobbiamo capire se sia stato un errore o no. Noi abbiamo sempre pensato che quella gestione della politica migratoria sia stata una errore. E lo dico a quella parte di intellettuali di sinistra che hanno sostenuto che noi eravamo la brutta copia della destra quando andavamo a salvare le persone in mare, ma anche a raccogliere in mare i cadaveri di chi moriva durante la traversata. Noi eravamo quelli che contro l’idea dei più volevano lo Ius Culturae e che occorresse andare alle riunioni in Europa. Questo è il punto politico», ha detto Matteo Renzi, in Aula al Senato. «Poi ci sono due elementi che vanno considerati: la relazione del presidente Gasparri e l’Elefante nella stanza, che è il funzionamento della giustizia e il rapporto fra magistratura e politica. Noi non dobbiamo rispondere alla domanda se Salvini abbia commesso reato o no, a questa domanda deve dare risposta la magistratura», ha aggiunto. «Noi dobbiamo dire se ci fosse un preminente interesse pubblico nel non far sbarcare i migranti, scelta avallata dal presidente del Consiglio. Per me il preminente interesse pubblico non c’è. Noi che ci accingiamo a votare a favore della autorizzazione a procedere, anche nei confronti del ministro dei Trasporti, voteremo per l’autorizzazione a procedere per il senatore Toninelli, perché se non c’è il preminente interesse nazionale per Salvini non c’è nemmeno per Toninelli».

«Tu non blocchi l’immigrazione tenendo un barcone a largo, tu aumenti i followers su Facebook. Il populismo che era la motivazione per bloccare i barconi oggi vi si ritorce contro», ha poi detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. «Il fatto che nelle chat fra magistrati ci sia qualcuno che invita ad attaccare un politico, solo per antipatia personale è uno scandalo», ha aggiunto. «Abbiamo un elefante nella stanza, il 12 dicembre avevamo chiesto una riflessione politica matura. O noi affrontiamo il tema del rapporto fra magistratura e politica o prima o poi tocca a tutti. Se una componente articolata di un partito viene così definita anche se è una fondazione che organizza eventi e si applica la legge sui partiti, se questo accade oggi per una fondazione, domani può accadere che una srl che lavora accanto alla politica può diventare il soggetto. Se quello che esce dalle intercettazioni dei magistrati, messe in naftalina da tutti i media, fossero uscite quei politici sarebbero stati indagati per traffico di influenze. Se i Trojan vengono accesi e spenti senza un criterio logico, siamo in presenza di una deriva venezuelana», ha aggiunto Renzi.

Ore 10.10, Bonino: «Sì al processo, Salvini potrà difendersi in Tribunale»

 

«Voteremo in diniego della richiesta della Giunta di dire no al processo a Salvini, ribadisco che i motivi di sicurezza nazionale che possono giustificare la violazione della legge devono ravvisare da stati di necessità che non vedo», ha dichiarato Emma Bonino, del gruppo Misto, parlando in Senato, durante il dibattito in vista del voto sul caso Open Arms. «Oggi dobbiamo decidere se Salvini deve essere mandato a processo per sequestro di persona e omissione di atti di ufficio, norme che i decreti di sicurezza non ha eliminato. Noi non siamo un tribunale, non dobbiamo decidere se Salvini è colpevole o innocente», aggiunge Bonino. «Né dobbiamo discutere delle idee del senatore Salvini sull’immigrazione». «È la terza volta che siamo chiamati a pronunciarci su Salvini eper la terza volta intervengo per ricordare qual è il compito che ci assegnano legge e Costituzione», ha aggiunto Bonino. «Salvini avrà la possibilità – conclude – di difendersi nel processo».

«Dobbiamo valutare se le condotte fossero finalizzate a tutelare un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante, a perseguire un preminente interesse pubblico – ha aggiunto -. La Giunta ha ravvisato la sussistenza di ciò – ha proseguito -, al contrario io ritengo che lui abbia giustificato la propria condotta per finalità generalmente politiche».

Il tribunale dei ministri: «Fu un reato, non un atto politico»

 

L’episodio riguarda il rifiuto di ingresso in acque territoriali imposto ai 107 migranti giunti in prossimità di Lampedusa a bordo della ong “Open Arms”, nella notte tra il 14 e il 15 agosto scorso, violando convenzioni internazionali e norme interne in materia di soccorso in mare e di tutela dei diritti umani. In particolari, Salvini avrebbe violato, tra le altre, la convenzione di Amburgo sulla ricerca ed il soccorso in mare, la convenzione Unclos e la Convenzione europea a salvaguardia dei diritti dell’Uomo e abusando dei propri poteri ometteva, «senza giustificato motivo, di esitare positivamente le richieste di Pos inoltrate al suo ufficio il 14, 15 e 16 agosto, provocando consapevolmente l’illegittima privazione della libertà personale dei predetti migranti, costringendoli a rimanere a bordo della nave per un tempo giuridicamente apprezzabile, precisamente dalla notte tra il 14 ed il 15 agosto sino al 18 agosto 2019, quanto ai soggetti minorenni e per tutti gli altri sino al 20 agosto 2019, data in cui, per effetto dell’intervenuto sequestro preventivo della nave, disposto dalla procura della Repubblica di Agrigento, venivano evacuate tutte le persone a bordo».

Salvini: «È normale attaccare gli avversari per via giudiziaria?»

 

«Chiedete a Pd e M5S se ritengono normale attaccare gli avversari per via giudiziaria e non per via politica», ha spiegato Salvini, ai giornalisti entrando in Senato. Salvini ha ricordato «come io, i miei avversari politici, Monti, Fornero e gli altri li ho combattuti politicamente».

«La proposta di non autorizzare il processo è stata approvata a maggioranza dalla Giunta. Salvini, nella vicenda Open Arms, agì di concerto con i ministri della Difesa e dei Trasporti, con un atto di governo collegiale», ha spiegato il presidente della stessa Giunta, Maurizio Gasparri, aprendo i lavori d’Aula a Palazzo Madama.

Il leader della Lega potrà contare sui voti 63 senatori leghisti, su quelli di Fratelli d’Italia (17) e su quelli di Forza Italia (56), che in totale fanno 136. Per il sì al processo, invece, sono schierati il Pd (35), il M5s (95) e Leu (5), che complessivamente arrivano a 135 voti. Favorevole al processo anche Italia viva, che conta 18 senatori. Due mesi fa, la Giunta per le immunità del Senato aveva respinto la richiesta di autorizzazione a procedere per l’ex ministro dell’Interno a causa della spaccatura della maggioranza. La votazione si era conclusa con 13 sì a favore della relazione del presidente della Giunta Maurizio Gasparri e 7 no mentre i tre senatori renziani non avevano partecipato al voto.

Gasparri invoca «l’esimente del perseguimento del preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo»

 

«Quando l’indirizzo governativo espresso dal Presidente del Consiglio in ordine ai minori presenti a bordo – motivato anche alla luce del mutamento della situazione originaria a seguito dell’avvicinamento della nave ai confini nazionali – è stato manifestato al ministro – si legge nella relazione del presidente Gasparri , quest’ultimo ne ha preso atto assumendo la decisione di adeguarsi allo stesso, pur non condividendolo. Va precisato che tale sbarco è avvenuto lo stesso giorno della presa d’atto del ministro Salvini (ossia il 17 agosto 2019) e non il 18 agosto, come erroneamente riportato nella richiesta di autorizzazione a procedere. In definitiva, nel momento in cui l’indirizzo governativo relativo ai minori è stato estrinsecato da parte del Presidente del Consiglio, il ministro Salvini ha potuto adeguarvisi, cosa prima non possibile non sussistendo alcuna manifestazione esplicita in tal senso. Relativamente ai maggiorenni presenti a bordo occorre chiedersi se la presa di posizione del Presidente Conte sui minori possa aver configurato o meno una tacita indicazione al ministro Salvini anche per gli adulti presenti a bordo. La risposta a tale quesito è sicuramente negativa, innanzitutto per una circostanza fondamentale. Chiedere con atto scritto lo sbarco immediato dei minori comportava un implicito indirizzo opposto per i maggiorenni, altrimenti il Presidente Conte avrebbe dovuto chiedere lo sbarco immediato di tutti gli immigrati presenti a bordo e non solo dei minori. In altri termini, l’atto formale adottato dal Presidente Conte per i soli minori comportava la conseguente deduzione, sul piano logico, che la Presidenza del Consiglio condividesse la linea del ministro Salvini sui migranti non minorenni, altrimenti sarebbe stato illogico circoscrivere l’indirizzo ai soli minori, sapendo che a bordo erano presenti anche maggiorenni. Con riferimento alle condivisibili osservazioni prospettate nel corso delle sedute, va evidenziato che il Presidente Conte, se avesse voluto assumere un indirizzo idoneo a separare l’azione promossa dal ministro Salvini dall’azione del Governo anche per i migranti adulti, avrebbe dovuto – nella lettera del 16 agosto – ordinare lo sbarco immediato di tutti gli immigrati presenti a bordo e non quindi dei soli minorenni. Tale distinguo, effettuato dal Presidente Conte nella sua lettera del 16 agosto, rende anzi evidente per facta concludentia una condivisione implicita di quest’ultimo delle azioni poste in essere dal ministro Salvini in ordine ai migranti maggiorenni».

«Condivisione governativa degli atti»

 

Inoltre, nella fattispecie in esame, «la “condivisione governativa” è certificata da un decreto interministeriale a valenza interdittiva, adottato dal Ministro dell’interno di concerto con i Ministri della difesa e delle infrastrutturee dei trasporti in data 1° agosto 2019. Appare sin troppo ovvio – ha aggiunto Gasparri – far notare che lo stesso Presidente del Consiglio Conte, che pur si è attivato ai fini dello sbarco dei minori, tuttavia non si è affatto avvalso dei poteri di cui all’articolo 5, comma 2, lettera c), della legge 23 agosto 1988, n. 400, al fine di “sospendere l’adozione di atti da parte dei Ministri competenti, sottoponendoli al Consiglio dei Ministri” successivamente. Né lo stesso Presidente Conte ha adottato decisioni concrete volte a permettere lui lo sbarco degli immigrati maggiorenni, dopo il 17 agosto 2019; sbarco che, come noto, in questo caso – a differenza dei due precedenti – è avvenuto in esecuzione di un provvedimento della magistratura, non avendo assunto iniziative nel frattempo non solo il Ministro dell’interno, ma anche gli altri Ministri interessati e lo stesso Presidente del Consiglio».

Da qui il diniego della Giunta alla richiesta di autorizzazione a procedere, «attesa la sussistenza nel caso di specie dell’esimente del perseguimento del preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo».

Ultime News

Articoli Correlati