Commenti 10 Jul 2020 21:00 CEST

Di velocità in velocità, restando fermi

Il fatto è che la politica dei nostri giorni ha eretto una statua al mito del condottiero veloce e privo di indugi. Avrebbe fatto meglio a dedicare il monumento alla tartaruga

C’è voluta la genialità paradossale del filosofo Zenone per chiarire che la tartaruga arriva sempre prima del piè veloce Achille. Il paradosso andrebbe tenuto presente anche ai giorni nostri.

Infatti ogni decisione politica e di governo sembra come rallentata proprio dall’enfasi con cui chi la deve prendere assicura gli altri e se stesso che sta facendo tutto in fretta e senza esitazione.

Ultimo, il caso delle concessioni autostradali, rimpallato da un governo all’altro e da una lobby all’altra da quasi due anni. Il punto è che proprio il culto della velocità senza una chiara idea di dove andare finisce col disperdere le forze e le migliori intenzioni.

E’ l’enfasi con cui si promette la maggiore tempestività che diventa infine la principale ragione dei ritardi che si accumulano. Infatti, tutto il tempo che viene messo a disposizione degli annunci viene inevitabilmente sottratto alla più faticosa e prosaica messa in opera delle buone intenzioni del giorno prima.

Si finisce insomma per decidere perché incalzati, e quasi mai perché convinti.

Il fatto è che la politica dei nostri giorni ha eretto una statua al mito del condottiero veloce e privo di indugi. Avrebbe fatto meglio a dedicare il monumento alla tartaruga.

 

 

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