Esteri 16 Jun 2020 10:08 CEST

La Corea del Nord fa esplodere l’ufficio costruito per i confronti con la Corea del Sud

L’ufficio era stato avviato a settembre 2018 per facilitare gli scambi e la cooperazione intercoreani in un clima di riconciliazione

L Corea del Nord fa esplodere l’ufficio di collegamento inter-coreano di Kaesong, sul lato settentrionale del confine inter-coreano, aggravando ulteriormente lo stato di tensione in atto nella Penisola da due settimane a questa parte. Lo ha annunciato il ministero dell’Unificazione sudcoreano, secondo cui la demolizione è avvenuta alle ore 2,49 di questa mattina, dopo che una colonna di fumo è stata avvistata nell’area interessata. Il nord ha optato per una plateale esplosione, a rimarcare la natura ritorsiva dell’operazione. L’ufficio era stato avviato a settembre 2018 per facilitare gli scambi e la cooperazione intercoreani in un clima di riconciliazione creato dai colloqui al vertice tra i loro leader.

L’esplosione giunge a tre giorni dalle minacce di azioni contro il Sud da parte di Kim Yo-jong, vicedirettrice del dipartimento Fronte unito (incaricato delle relazioni col Sud) del Partito del lavoro di Corea nonchè sorella del leader Kim Jong-un. La sorella di Kim, tra l’altro, aveva annunciato che a breve si sarebbe vista «una tragica scena dell’inutile ufficio di collegamento nord-sud completamente collassato».

«Sento che è giunto il momento di rompere sicuramente con le autorità sudcoreane. Prossimamente intraprenderemo la prossima azione», si legge nella dichiarazione in cui il Sud viene definito come un nemico. «Esercitando il mio potere autorizzato dal Capo supremo, dal nostro Partito e dallo Stato, ho dato istruzioni alle divisioni del dipartimento incaricato degli affari con il nemico di svolgere con decisione la prossima azione», continua il testo, accennando anche all’imminente soppressione dell’ufficio di cooperazione. «Il diritto di intraprendere la prossima azione contro il nemico sarà affidato allo stato maggiore del nostro Esercito», ha aggiunto Kim Yo-jong.

Inoltre, Kim ha avvertito di aver posto le proprie Forze armate in stato di massima allerta, in vista del loro ritorno in forze presso la Zona demilitarizzata, il confine di fatto tra le due Coree. Pyongyang e Seul avevano ridotto significativamente la loro presenza militare lungo il confine a seguito degli accordi inter-coreani del 2018, ma la crisi innescata nelle ultime settimane dalle campagne private di volantinaggio anti-regime del Sud hanno causato una brusca battuta d’arresto del processo di distensione. In una nota rilanciata dall’agenzia di stampa ufficiale «Korean Central news Agency» («Kcna»), lo stato maggiore dell’Esercito nordcoreano annuncia lo studio di un «piano di azione per il ritorno dell’Esercito nelle zone che erano state demilitarizzate a seguito degli accordi Nord-Sud». «Il nostro Esercito – prosegue la nota – si trova in stato di massima allerta per garantire una pronta risposta militare, ed attuare qualunque direttiva» proveniente dal Partito del lavoro e dal governo.

Le forze armate della Corea del Sud hanno intensificato le attività di sorveglianza e monitoraggio della Corea del Nord, in risposta alle recenti minacce giunte dalla leadership di Pyongyang. Lo riferisce la stampa sudcoreana, precisando che al momento non è stata riscontrata da parte del Nord alcuna attività straordinaria. «Monitoriamo attivamente i movimenti delle Forze armate nordcoreane, e manteniamo una ferma postura di preparazione. Al momento, non abbiamo registrato alcun tipo di incidente», ha dichiarato il portavoce dello stato maggiore congiunto sudcoreano, Kim jun-rak

 

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