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Il Csm “disobbedisce” a Di Matteo e reintegra in magistratura l’ex uomo di fiducia di Bonafede

Sì del Consiglio superiore della magistratura per il ritorno in magistratura Fulvio Baldi, ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia che si era dimesso dopo la diffusione di nuovi stralci di intercettazioni dell’inchiesta di Perugia che riportavano sue conversazioni con Luca Palamara.
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Sì del Consiglio superiore della magistratura per il ritorno in magistratura Fulvio Baldi, ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che si era dimesso venerdì scorso, dopo la diffusione di nuovi stralci di intercettazioni dell’inchiesta di Perugia che riportavano sue conversazioni con Luca Palamara.

Il plenum ha dato il via libera al suo rientro in ruolo con le funzioni di sostituto procuratore generale della Cassazione, le stesse che ricopriva prima di arrivare in via Arenula. La delibera della terza commissione per il ricollocamento in ruolo è stata approvata con 22 voti a favore, 2 contrari, quello del togato indipendente Nino Di Matteo e del laico di Forza Italia Alessio Lanzi e l’astensione del togato di Autonomia&Indipendenza Sebastiano Ardita.

Mercoledì Di Matteo aveva chiesto il rinvio della pratica, già arrivata in plenum con procedura d’urgenza, ritenendo necessario un approfondimento prima di far tornare Baldi a fare il magistrato, richiamando le intercettazioni riportate da alcuni quotidiani, nelle quali Baldi «si mostra disposto a far dipendere questioni importanti da logiche correntizie», e ricordando il ruolo della procura generale della Cassazione «organo che esercita l’azione disciplinare a carico dei magistrati».La vicenda di Baldi è emersa dalla conclusione dell’inchiesta di Perugia e dalle chat, depositate agli atti, dell’ex presidente dell’Anm Luca Palamara: tra i tanti interlocutori ci sono colleghi magistrati, consiglieri passati e attuali del Csm e lo stesso vice presidente David Ermini. Il numero 2 di Palazzo dei marescialli ha annunciato querele e in un’intervista al Corriere della Sera sostiene che si strumentalizzano dialoghi del tutto irrilevanti per screditarlo e in questo modo delegittimare il Csm. Per giugno è attesa invece la nomina del nuovo procuratore di Perugia: la scelta è tra l’ex presidente dell’Anac Raffaele Cantone e il procuratore aggiunto di Salerno Luca Masini. Poca suspence per l’incarico di Procuratore generale di Roma: tutta la Commissione ha indicato il Pg di Venezia Antonello Mura. Mentre cresce l’attesa per la nomina del successore di Giovanni Mammone – che a luglio va in pensione – nel ruolo di primo presidente della Cassazione.

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