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Il giudice militare: i benefici rieducano

La relazione del presidente della Corte Militare di Appello Giuseppe Mazzi
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«Il numero di detenuti è rimasto invariato e pressoché costanti i permessi premio rilasciati con esito positivo: 13 nel 2017, 4 nel 2018 e 6 nel 2019. Nel 2019 è stato anche rigettato un permesso premio». È quanto emerge dalla relazione sull’amministrazione della giustizia militare nell’anno 2019 del presidente della Corte Militare di Appello Giuseppe Mazzi.

La cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario militare 2020, inizialmente prevista per il 28 febbraio scorso, è poi stata annullata a causa dell’emergenza Covid- 19 e, visto il perdurare della crisi sanitaria, è stata resa pubblica. «I procedimenti relativi all’espiazione della pena detentiva presso il domicilio risultano statisticamente costanti – si osserva nella relazione -. L’esito delle misure alternative concesse si è rivelato sempre positivo, a dimostrazione della idoneità di tali benefici ad assicurare la funzione rieducativa della pena militare così espiata». Nella relazione sull’amministrazione della giustizia militare nell’anno 2019 del presidente Mazzi si legge anche «nel 2019 si è avuto presso la Corte militare di appello un lieve aumento dei procedimenti definiti (123 nel 2019 – 115 nel 2018) ed una diminuzione dei procedimenti sopravvenuti ( 99 rispetto a 135). I procedimenti pendenti a fine anno sono risultati 56, contro gli 80 del 2018. Ai dati sopra richiamati ha fatto riscontro una sensibile diminuzione dei tempi di definizione: giorni 213 ( sette mesi circa), rispetto a 233».

 

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