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L’illegalità si nasconde nello scellerato Sblocca cantieri e non nel codice appalti

Il risultato è la grande incertezza normativa che blocca l’azione dei funzionari che non sanno come agire. E si apre spazio alla corruzione
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Caro Direttore A Milano e’ stato realizzato in appena 14 giorni un nuovo ospedale in grado di ospitare i malati di coronavirus. E’ un fatto positivo che conferma il grande cuore, la professionalita’ e la determinazione degli italiani di saper fare squadra nei momenti tragici. Il momento attuale di emergenza, compresa la necessità di dover far ripartire la nostra economia, ci impone di fare presto e bene, anche se questa esigenza non deve far venir meno la trasparenza che è un valore fondamentale in uno stato di diritto ed un obiettivo da salvaguardare per il sindacato. La sanità, il settore di cui, soprattutto in questi giorni, si parla tanto, è stato, purtroppo, uno dei terreni di scorribande da parte della criminalità organizzata. Il rischio di conflitto di interessi lo troviamo anche in chi gestisce la spesa pubblica come in chi gestisce l’approvvigionamento di farmaci e dispositivi.

Secondo la Corte dei Conti si registra ogni anno una media di malaffare pari a 5 – 6 miliardi di euro per azioni di corruzione che arrivano a 13 mld/ euro se vengono aggiunti anche i beni e servizi.

Non dimentichiamo alcuni casi tra i più eclatanti: Parma, Policlinico, dove si favoriva l’acquisto di protesi pur sapendo della qualità inferiore, oppure il Cartello di Caserta dove la ‘ ndrangheta agiva nella ristorazione e nel trattamento dei rifiuti ospedalieri. A questi esempi vanno aggiunti i casi presenti negli altri appalti pubblici: danni dell’erario per 5,3 miliardi, per sprechi e gestioni non corrette di fondi pubblici. La cifra racchiude tutti i tipi di danno: da quello di immagine dovuto alla corruzione ( 39 milioni di euro) agli ammanchi per le ruberie sui fondi dell’Unione Europea ( 1 miliardo), alle consulenze inutili ( 10 milioni), alla gestione colabrodo del patrimonio pubblico che ha generato ammanchi per 2 miliardi di euro. Ecco perché le preoccupazioni della CISL, avvalorate dalle dichiarazioni rese dal Procuratore nazionale antimafia, Nicola Gratteri, riguardano le deroghe al Codice Appalti che anche in questa fase di emergenza sembrano del tutto inopportune e fuori luogo. In questi giorni il dibattito è orientato a sospendere il Codice Appalti in nome di una rapida ripresa. È bene chiarire che le procedure che hanno bloccato gli appalti o che rendono farraginose le procedure per la realizzazione di un appalto non vanno ricercate nel Codice Appalti, ma bensì sulla scellerata Legge 55/ 19, nota come Sblocca Cantieri.

Questa modifica è stata la vera iattura perché non ha dato certezze di modalità applicative e non ha ridotto le Stazioni Appaltanti ovvero qualificato i centri di spesa. Con il risultato, poi, che il pubblico funzionario ha avuto paura di porre le necessarie firme decisorie.

Ma lo Sblocca Cantieri è andato oltre: ha sospeso norme fondamentali fino al 31/ 12/ 2020 senza indicare cosa sarebbe successo dopo questa data ( un esempio: è stato sospeso l’Albo dei Commissari ma non eliminato). Questo ha provocato, e provoca, che in questa incertezza normativa, il funzionario corretto si ferma, non sapendo come agire. Quello scorretto troverà invece forme di corruzione. L’illegalità è abile ed ha mezzi per manipolare coscienze e strumentalizzare persone segnate dalla necessità e dal bisogno, desiderose di emergere e far parlare di sé, guidate dall’aspirazione alla prevaricazione e dal delirio di onnipotenza. Per questo non bisogna abbassare la guardia. La CISL sarà sempre dalla parte della legalità, della trasparenza, nel suo ruolo di associazione non solo di rappresentanza contrattuale ma di promozione culturale.

* Segretario Confederale Cisl

 

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