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Ora Boris Johnson scrive agli inglesi: «Restate a casa»

Dopo una prima sottovalutazione, ora il premier Boris Johnson scrive una lettera destinata a 30 milioni di indirizzi
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Dopo aver sottovalutato a lungo la pericolosità del Covi-19, ora il primo ministro britannico Boris Johnson, finito nell’elenco dei contagiati, prende carta e penna e scrive una destinata a 30 milioni di indirizzi. Restate a casa, è la raccomandazione del premier ai suoi concittadini.

«Per me è importante essere chiaro con voi: sappiamo che le cose peggioreranno, prima di migliorare», scrive Johnson. «Stiamo facendo i giusti preparativi e, più tutti seguiamo le regole, meno vite andranno perse e prima la vita potrà tornare alla normalità. In questo momento di emergenza nazionale, vi invito, per favore, a restare in casa, a proteggere l’Nhs (il servizio sanitario nazionale britannico, ndr) e a salvare vite». Le regole che impongono di restare in casa e sul distanziamento sociale devono essere rispettate, avverte Johnson. «Se le persone non le rispettano, la polizia le multerà e scioglierà gli assembramenti».

Il numero dei morti in Gran Bretagna è salito sopra quota mille, con oltre 17mila contagi stimati. Le misure di distanziamento sociale sono state introdotte solo in questa ultima settimana: venerdì scorso Johnson e il ministro della Salute Matt Hancock hanno annunciato di essere positivi. Anche il principe Carlo, l’erede al trono, ha contratto la malattia. Il primo ministro, che ha 55 anni, ha detto di avere sintomi lievi, con febbre e tosse persistente. Si è messo in isolamento e lavora da casa.

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