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La nonna di Ugo: “Era già ferito, doveva arrestarlo e non sparargli di nuovo”

La nonna del 16enne ucciso a Napoli da una carabiniere chiede giustizia
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“Non doveva ucciderlo, era già ferito, l’avrebbero arrestato. Adesso vogliamo giustizia”. Così, parlando con l’Ansa, la nonna, Patrizia, e due zie, Luciana e Raffaella, di Ugo Russo, il 16 enne (e non 15enne come si era appreso) ucciso da un carabiniere durante un tentativo di rapina.

Secondo i parenti Ugo sarebbe stato prima colpito da un proiettile al braccio e poi al torace ed al capo. Il ragazzo aveva lavorato come muratore fino ad un mese fa.

“Mio nipote – dice la nonna, Patrizia – dormiva qui da me molto spesso” e mostra un divano-letto alle sue spalle. “Era iscritto al primo anno dell’ Istituto Serra, ma non frequentava molto. Voleva lavorare, ed aveva fatto prima il fruttivendolo e poi, fino a un mese fa, il muratore”. Racconta la zia Raffaella: “Se gli dicevano qualcosa diventava rosso. Non si drogava, era contrario”. Disoccupato, dopo lavori precari, Ugo sarebbe stato “tirato in un brutto giro”, ma non era un delinquente”. “Voleva andare a fare il pizzaiolo a Londra voleva andarsene. Qui non c’ è lavoro”, dice la nonna. “Da due-tre giorni, Ugo stava tornando a casa tardi. E io gli dicevo ‘stai attento ai compagni, tu ci farai piangere…’. Ma era ferito ad un braccio, il Carabiniere non doveva spararargli ancora. Adesso vogliamo giustizia”.

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