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Furlan: «Senza risposte concrete torneremo di nuovo in piazza»

La leader Cisl a Firenze ha rilanciato la sfida al governo sulla crescita. «Il caso della scuola elementare del quartiere trionfale di Roma? I dirigenti scolastici devono vigilare. Una scuola per censo non sta né in cielo né in terra»
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«La mobilitazione continua, anzi, per dirla chiaramente non l’abbiamo mai interrotta, ed è evidente che se non porteremo a casa risultati importanti continuerà in forme sempre più importanti e determinate». È stato fin troppo chiaro il messaggio inviato al governo dalla leader della Cisl Annamaria Furlan, alla vigilia degli incontri con l’Esecutivo. «Sempre in piazza – ha affermato – perché è lì che si esprimono i lavoratori, i pensionati, i tanti giovani che aspettano risposte concrete». Furlan, a margine del Consiglio generale del sindacato di Firenze e Prato, ha ricordato che «è da oltre un anno che siamo in mobilitazione, abbiamo fatto scioperi generali di importanti categorie, tante manifestazioni in tutta Italia» tra cui quella di Reggio Calabria «per ricordare che c’è questa parte importante del Paese, il Sud, che tutti dicono che deve ripartire ma finora non abbiamo visto nessun atto concreto». Furlan ha spiegato che «intanto chiederemo al governo l’attivazione di tutti i tavoli che mesi e mesi fa il presidente Conte II aveva garantito: sulla riforma del fisco, sulla riforma previdenziale, ma anche quello sulla pubblica amministrazione e soprattutto quello sulla crescita e lo sviluppo. Ricorderemo al governo la nostra richiesta di cambiare radicalmente i decreti sicurezza e di cambiare il decreto sblocca cantieri del Conte uno».

Oggi a Palazzo Chigi Landini, Furlan e Barbagallo incontreranno il presidente Conte ed il ministro dell’Economia, Gualtieri sul cuneo fiscale. «Diremo che è un primo passo importante; questi 3 miliardi sono stati conquistati da oltre un anno di mobilitazione che ha coinvolto milioni di lavoratori e pensionati», ha sottolineato ieri Furlan. «Per noi è importante è che sia davvero un primo piccolo passo rispetto a una riforma fiscale tutta da definire, da costruire, di cui però abbiamo chiaro l’obiettivo: far pagare meno tasse a chi oggi quasi al 90% supporta l’erario italiano, che sono i lavoratori dipendenti e pensionati». Quindi «subito l’apertura di questo tavolo sulla riforma del fisco, mettendo al centro il lavoro e creando una condizione per cui buste paga dei lavoratori e pensioni dei nostri anziani siano più pesanti». «Sblocchiamo i cantieri – ha aggiunto la segretaria generale -, partiamo proprio dalle nostre infrastrutture che sono carenti, obsolete, non più sicure, e in molta parte del territorio mancano totalmente. E investiamo in innovazione, in formazione, in ricerca. Credo che oggi la priorità innanzitutto debba essere questa».

Inevitabile ieri anche un commento sulla vicenda della scuola elementare del quartiere Trionfale di Roma. «È nella scuola che questo Paese ha creato integrazione ed è attraverso la scuola che noi creiamo la società del futuro. Non può essere la scuola del censo, questa è una cosa che non sta né in cielo né in terra», ha detto con molta chiarezza la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan. «Credo che quegli indicatori che chiedono di selezionare la propria offerta indicando anche il censo delle famiglie – ha aggiunto- siano assolutamente sbagliati e da togliere». Furlan ha criticato il testo di presentazione della scuola romana pubblicato sul proprio sito, che descrive attraverso l’estrazione sociale la ripartizione degli studenti nelle varie sedi scolastiche: «La scuola deve caratterizzarsi per la sua competenza didattica, la scuola è inclusione, integrazione sociale. Dunque, i dirigenti scolastici riflettano bene su come offrire la scuola del futuro, dell’accoglienza, una scuola inclusiva dove far crescere i nostri ragazzi».

 

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