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Lesotho, in fuga la sposa del premier. «Uccise la prima moglie». I

Scandalo nei palazzi del potere. La donna venne assassinata a colpi di fucile nel 2017. Il primo ministro Thabane, accusato di complicità, è stato costretto a rassegnare le dimissioni
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Una storia che intreccia potere, sangue e gelosia quella che sta monopolizzando le cronache politiche del piccolo regno africano del Lesotho dove la polizia sta dando la caccia a Maesaiah Thabane, moglie del primo ministro, che si è data alla macchia per sottrarsi all’interrogatorio sull’omicidio della prima moglie del capo del governo. Con lei è sparito anche Relebohile Moyeye, ex portavoce del premier che non si capisce che ruolo abbia svolto in questa torbida vicenda. Secondo la polizia, Moyeye avrebbe aiutato la first lady a nascondersi e sarebbe poi fuggito nel vicino Sudafrica a bordo di un veicolo governativo.

Il premier ha sposato Maesaiah nel 2017 poco dopo che la prima moglie Lipolelo era stata uccisa a colpi d’arma da fuoco.

L’omicidio era avvenuto nel giugno 2017, due giorni prima dell’insediamento di Thabane per un secondo mandato. All’epoca il premier e la moglie erano impegnati in un’accesa disputa di divorzio.

Maesaiah aveva già una relazione con il capo del governo e le due donne si erano scontrate in tribunale per sapere chi aveva il diritto di considerarsi first lady. Il giudice aveva però dato ragione a Lipolelo.

Lo scandalo ha messo in grave difficoltà il primo ministro Thomas Thabane, tanto che anche lui si è rifiutato di rispondere alla domande della polizia. Alla fine è stato costretto a dimettersi assecondando le pressanti richieste dell’opposizione. D’altra parte la scorsa settimana la situaione è precipitata con il commissario della polizia nazionale del Lesotho, Holomo Molibeli, che ha accusato Thabane di essere coinvolto direttamente nell’omicidio dell’ex moglie: in un’intervista rilasciata al sito di informazione sudafricano Eyewitness News Molibeli ha riferito i termini dell’accusa presentata in tribunale dai suoi legali a carico del premier e denunciato presunti tentativi da parte del ministro di rimuoverlo dall’incarico.

Fra i documenti presentati appare una lettera datata al 23 dicembre scorso, nella quale Molibeli riferisce al premier che il suo numero di cellulare è stato identificato in alcune intercettazioni telefoniche effettuate nel quadro delle indagini sull’omicidio.

 

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