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Addio all’Erasmus, la fuga dall’Europa di Johnson parte dagli studenti

Il voto di Westminster. Il programma di scambio culturale tra le università non verrà rinnovato. Rabbia e delusione di giovani e pro-Ue
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Il Regno Unito dice addio all’Erasmus, il famoso programma di scambio culturale tra università europee istituito nel 1987. Mentre i dibattiti sulle modalità della Brexit sono ripresi questa settimana a Westminster, l’account Twitter della Camera dei Comuni ha postato nella serata di mercoledì l’esito del voto riguardante il celebre programma europeo che ha consentito a decine di migliaia di studenti britannici di studiare nell’Ue e viceversa.

Il tweet indica che la maggioranza che fa capo al premier Boris Johnson, con 344 voti favorevoli e 254 voti contrari, ha respinto la «New Clause 10» inserita nel controverso accordo sulla Brexit.

Il testo avrebbe obbligato il governo britannico a negoziare con l’Unione Europea per poter continuare a partecipare pienamente al programma Erasmus anche dopo il 2020, quando Londra uscirà dall’Ue. Il voto è stato accolto con rabbia e delusione da esponenti pro- Ue, dagli studenti e dagli utenti dei social media. Tuttavia ciò non significa che la partecipazione sia stata completamente esclusa. Il Regno Unito potrebbe infatti rimanere parte dell’Erasmus+ anche quando non sarà più nell’Ue, come paese partner.

E vi sono garanzie che la partecipazione al programma continuerà almeno fino alla fine del 2020, vale a dire fino alla fine del periodo di transizione post Brexit.

 

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