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I radicali Italiani: «Mattarella “fermi” i decreti sicurezza»

L'appello dei Radicali Italiani diretto al Quirinale. Domani sit in in Piazza Montecitorio. Iervolino: «Occorre ristabilire e riaffermare i diritti costituzionali e trattati internazionali contro chi soffia sul fuoco ogni giorno»
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Nei giorni in cui il Viminale rende noto che gli sbarchi nel 2019 si sono dimezzati rispetto all’anno precedente ( 11.439 quest’anno a fronte dei 23.210 del 2018), i Radicali Italiani si appellano al presidente Mattarella affinché renda note le sue perplessità sui decreti sicurezza a tutti i cittadini.

Per questo scenderanno in piazza Montecitorio il 28 dicembre alle 17. Lo ha annunciato il segretario Massimiliano Iervolino durante una conferenza stampa convocata per presentare la campagna “Signor Presidente”: «Occorre ristabilire e riaffermare i diritti costituzionali e trattati internazionali contro chi soffia sul fuoco ogni giorno: tutti i cittadini dovrebbero essere a conoscenza delle perplessità evidenziate da Mattarella sui decreti sicurezza, per questo chiediamo al Presidente di ribadirle nel discorso di fine anno, quando entrerà nelle case di milioni di loro».

«È inaccettabile che si continui a non mettere mano ai decreti sicurezza» ha affermato Riccardo Magi, deputato di Radicali Italiani «il Presidente ha voluto mandare un messaggio chiaro alle altre alte cariche dello Stato, ormai mesi fa, ma finora non vi è stata la volontà politica necessaria a incardinare dei provvedimenti che apportassero le dovute modifiche. Sugli accordi con la Libia, inoltre, la via della discussione per una revisione parziale del memorandum è illusoria: le condizioni sono tali per cui non c’è nulla da ritoccare, resterebbe comunque gravemente lesivo della nostra costituzione e delle convenzioni internazionali».

In Libia infatti – si legge nell’appello a Mattarella «aumentano il caos, le violenze e le sofferenze dei cittadini di quel paese e di quanti si trovano nei centri di detenzione in condizioni terribili», e invece «l’Italia e l’Unione europea continuano a supportare alcuni corpi militari libici per impedire ai migranti di raggiungere le nostre coste, in piena violazione degli obblighi internazionali e della nostra Costituzione».

Presenti alla conferenza anche rappresentanti delle organizzazioni Open Arms e Mediterranea- Saving Humans, tra i firmatari della lettera a Mattarella: «Le parole del Presidente ci hanno fatto supporre che vi sarebbe stato un cambio di direzione rapido, invece siamo ancora in alto mare» ha affermato Riccardo Gatti, capo missione di Open Arms. La lettera aperta è stata sottoscritta, tra gli altri, da: Rossella Muroni, Moni Ovadia, Roberto Saviano, Toni Servillo, Cecilia Strada, Oliviero Toscani.

 

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