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Il manifesto delle sardine contro i populisti. «Adesso la festa è finita»

«Basta odio e bugie, unire verità e menzogne, approfittare della nostra buona fede. Per troppo tempo avete distruttola vita delle persone sulla rete»
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«Cari populisti, lo avete capito: la festa è finita». Inizia così il manifesto delle sardine, il movimento spontaneo che tallona e “guasta” – per ora con un certo successo – la campagna elettorale emiliana di Matteo Salvini.Un manifesto lanciato ieri in rete – e dove altro sennò – che inizia con un avviso: «La festa è finita», e finisce con un adagio “rubato” all’emilianissimo Lucio Dalla: “com’è profondo il mare”.

Il mare che protegge i pesci e le sardine naturalmente: «È chiaro che il pensiero dà fastidio, anche se chi pensa è muto come un pesce scrivono -. Anzi, è un pesce. E come pesce è difficile da bloccare, perché lo protegge il mare. Com’è profondo il mare».Insomma, l’iniziativa dei quattro ragazzi di Bologna che due settimane fa hanno organizzato un flash mob per contestare il leader leghista, va avanti e si moltiplica.

C’è chi lo paragona ai girotondi e chi al primo grillismo. Nulla di tutto questo: almeno per ora le sardine si tengono alla larga sia dall’indignazione proto giustizialista dei girotondi, sia dal rabbioso “vaffa” pronunciato da Beppe Grillo sempre a Bologna. Quel che invecele accomuna agli altri movimenti è la paura di essere associati al “palazzo”.

Pur smontando il logoro lessico populista e sovranista, le sardine continuano a nuotare nel mare magnum dell’antipolitica. E la politica stessa, soprattutto quella legata ai dem, li guarda a distanza come un appestato e col timore di contagiarle. Eppure il movimento delle sardine sembra aver colto il limite dell’antipolitica: «Crediamo ancora nella politica e nei politici con la P maiuscola – scrivono nel manifesto – In quelli che pur sbagliando ci provano, che pensano al proprio interesse personale solo dopo aver pensato a quello di tutti gli altri. Sono rimasti in pochi, ma ci sono. E torneremo a dargli coraggio, dicendogli grazie”.

Insomma, un omaggio alla buona politica anche se tornano a rivendicare la base civica del movimento sottolineando con discrezione la distanza dal palazzo: «Siamo un popolo di persone normali, di tutte le età: amiamo le nostre case e le nostre famiglie, cerchiamo di impegnarci nel nostro lavoro, nel volontariato, nello sport, nel tempo libero. Mettiamo passione nell’aiutare gli altri, quando e come possiamo. Amiamo le cose divertenti, la bellezza, la non violenza ( verbale e fisica), la creatività, l’ascolto».

Ma la gran parte del manifesto è un lettera aperta ai populisti: «Per troppo tempo avete tirato la corda dei nostri sentimenti», scrivono le sardine. «L’avete tesa troppo, e si è spezzata. Per anni avete rovesciato bugie e odio su noi e i nostri concittadini: avete unito verità e menzogne, rappresentando il loro mondo nel modo che più vi faceva comodo. Avete approfittato della nostra buona fede, delle nostre paure e difficoltà per rapire la nostra attenzione.Avete scelto di affogare i vostri contenuti politici sotto un oceano di comunicazione vuota. Di quei contenuti non è rimasto più nulla».

E poi: «Per troppo tempo vi abbiamo lasciato fare. Per troppo tempo avete ridicolizzato argomenti serissimi per proteggervi b[/ CAP- 3- 1] uttando tutto in caciara. Per troppo tempo avete spinto i vostri più fedeli seguaci a insultare e distruggere la vita delle persone sulla rete. Per troppo tempo vi abbiamo lasciato campo libero, perché eravamo stupiti, storditi, inorriditi da quanto in basso poteste arrivare». Ora bisognerà capire se dal branco emergerà un pesce pilota. Quello che nel palazzo viene volgarmente definito un leader.

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