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Manovra, ok con riserva dalla Ue: «Deficit e debito non sono conformi»

Il giudizio della Commisione. Bruxelles suona il suo campanello d’allarme, ma per il momento ha deciso di non chiedere al governo una correzione in corsa
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Italia rimandata a maggio. La manovra economica del governo passa per il momento, come previsto, l’esame della Commissione europea. Ma rischia di non rispettare le regole del Patto di Stabilità su debito e deficit.

E Bruxelles sospende il giudizio fino a primavera. È il quadro che emerge dalle opinioni dell’esecutivo Ue sulle manovre di bilancio dei 28 per l’anno prossimo. Il documento per il 2020 presentato dal governo italiano rischia di essere «non conforme» ai requisiti del Patto di Stabilità e crescita, chiarisce subito la Commissione, «tali rischi si riferiscono sia alla insufficiente riduzione dell’elevato livello del debito pubblico, sia alla prevista deviazione significativa dal percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di bilancio a medio termine».

Il giudizio dell’esecutivo Ue, oltre all’Italia, riguarda altri sette Stati membri dell’area dell’euro: Belgio, Spagna, Francia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia. Per tutti questi paesi, «i documenti programmatici di bilancio comportano il rischio di non conformità ai requisiti per il 2020 previsti dal Patto di stabilità e crescita».

L’allarme sulla insufficiente riduzione del debito riguarda in particolare Belgio, Spagna, Francia e Italia. L’andamento del debito pubblico italiano, ribadisce la Commissione, potrebbe mostrare «ampie deviazioni» dai parametri di riduzione prevista sia nel 2019 che nel 2020.

La Ue teme che l’Italia, che ha il secondo debito più alto della zona euro dopo la Grecia, non faccia sforzi sufficienti per ridurlo e anzi, prosegua sulla strada di «una deviazione significativa dal percorso di riduzione per quest’anno e anche l’anno prossimo».

La sospensione del giudizio in attesa dell’evoluzione delle cose. Bruxelles suona quindi il suo campanello d’allarme, ma non chiede al governo una correzione in corsa. Le prossime valutazioni saranno fatte a primavera, con i dati di consuntivo per il 2019, spiega il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis.

«Le misure sono necessarie per tutti i paesi a rischio non conformità – dice – ma per quanto riguarda i tempi rivaluteremo la situazione in corso d’anno».

 

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