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Il Wto dà ragione agli Usa: 7,5 miliardi di dazi a Airbus

La “sentenza” dell’organizzazione mondiale del commercio che ha dato il via libera alle tariffe su beni di importazione dell'Ue per 7,5 miliardi di dollari
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L’Organizzazione mondiale del commercio ( Wto) ha dato il via libera alle tariffe su beni di importazione dell’Ue per 7,5 miliardi di dollari ( 6,8 miliardi di euro) in rappresaglia per il supporto illegale del blocco europeo ad Airbus.

La sentenza dell’arbitro del Wto è un momento cruciale della battaglia tra Airbus e Boeing, che dura da 15 anni, e minaccia di rendere ancora più tese le relazioni commerciali tra gli Stati Uniti e l’Unione europea. E rappresenta il capitolo quasi conclusivo della faida dei cieli.

Alla fine l’Organizzazione mondiale del commercio ( Wto) ha dato il via libera alle tariffe su beni di importazione dell’Ue per 7,5 miliardi di dollari ( 6,8 miliardi di euro) in rappresaglia per il supporto illegale del blocco europeo ad Airbus. La sentenza dell’arbitro del Wto è un momento cruciale della battaglia tra Airbus e Boeing, che dura da 15 anni presso l’Organizzazione, e minaccia di rendere ancora più tese le relazioni commerciali tra gli Stati Uniti e l’Unione europea.

Quello di ieri il capitolo quasi conclusivo della faida dei cieli, quella tra il costruttore statunitense Boeing e il consorzio europeo Airbus. Una lite in due fasi sovrapposte: la prima sulla legittimità degli aiuti pubblici concessi da Bruxelles e Washington ai rispettivi campioni dell’aviazione civile.

Su questo fronte, in due controversi parallele avviate nel 2004, la Wto ha stabilito che entrambi i gruppi hanno ricevuto miliardi di dollari di aiuti illeciti a danno del concorrente. Ci sono volute migliaia di pagine di verdetti e circa 100 milioni di dollari di spese legali. Nei prossimi mesi è atteso un pronunciamento analogo, questa volta chiesto dall’Europa contro gli aiuti concessi da Washington a Boeing.

Una misura inevitabile, alla luce di quanto accaduto: «Anche se gli Stati Uniti hanno avuto l’autorizzazione dal Wto, scegliere di applicare le contromisure adesso sarebbe miope e controproducente». afferma la commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem

 

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