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Csm, un’idea per le nomine: prima merito, poi sorteggio

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La proposta sta riscuotendo un qualche successo fra le toghe, soprattutto quelle fortemente critiche nei confronti della deriva correntizia che ha contagiato ormai da tempo il Csm.
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Raggiunta una certa rosa candidati potenzialmente spendibili, si potrà poi scegliere il vincitore mediante il sorteggio». La proposta è stata avanza dal gip di Milano Guido Salvini durante un incontro organizzato questa settimana dall’associazione radicale Sixweeks sulle vicende che hanno recentemente interessato il Consiglio superiore della magistratura.

«Per certi posti – ha precisato Salvini – dopo aver scremato le candidature di bandiera o quelle fatte per avere un titolo in vista di candidature successive, i candidati che effettivamente possono concorrere sono due o tre. Sono magistrati che hanno profili professionali sostanzialmente equivalenti». «A quel punto la scelta finale potrà avvenire mediante sorteggio, ben sapendo che chi sarà sorteggiato non sfigurerà nell’incarico», ha concluso il magistrato milanese.

La proposta sta riscuotendo un qualche successo fra le toghe, soprattutto quelle fortemente critiche nei confronti della deriva correntizia che ha contagiato ormai da tempo il Csm.

La proposta di Salvini cade a ridosso della nomina del nuovo procuratore della Repubblica di Roma. Il Csm ha deciso di azzerare la decisione di maggio dove il più votato in Commissione, come successore di Giuseppe Pignatone, era stato il procuratore generale di Firenze Marcello Viola: per lui si erano espressi i togati di Magistratura indipendente e Autonomia& Indipendenza, Antonio Lepre e Piercamillo Davigo, ed i laici in quota Lega e M5s, Emanuele Basile e Fulvio Gigliotti.

Un voto a testa per il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, e per quello di Firenze, Giuseppe Creazzo, da parte, rispettivamente, dei togati Mario Suriano ( Area) e Gianluigi Morlini ( Unicost). Lepre e Morlini erano poi stati costretti alle dimissioni dopo la pubblicazione delle intercettazioni effettuate a carico dell’ex presidente dell’Anm Luca Palamara.

In una intervista ieri a La Repubblica, il vice presidente del Csm David Ermini ha affermato che si procederà ora con le “audizioni”. Ogni aspirante, sono tredici, dovrà convincere la Commissione di essere il migliore per quell’incarico, illustrando il proprio progetto per gestire al meglio l’ufficio, e rispondendo alle varie domande che i consiglieri di Palazzo dei Marescialli vorranno fare.

La scelta, comunque, non sarà facile considerato l’elevato livello dei vari partecipanti, Tutti magistrati con solide esperienze di gestione di uffici di Procura particolarmente impegnati sotto il profilo della criminalità, organizzata o di tipo comune. La possibilità di ricorsi davanti al giudice amministrativo da parte degli esclusi non è una ipotesi peregrina.

 

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