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Un ribalta per i Millenials, quei ragazzi capaci «di vedere tutta la bellezza»

La sfida coraggiosa del nuovo teatro Sanità diretto da Gelardi. Una ispirazione dettata dal progetto post millennials theatre, promosso da Nts’ insieme con il dipartimento di scienze politiche e sociali dell’università di Salerno
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A i Millennials è dedicata la settima stagione del Nuovo Teatro Sanità, diretta da Mario Gelardi. Una vera dichiarazione di intenti. «E’ dedicata a tutti i giovani, nati tra l’ 81 e il ‘ 96, ed in particolare a quelli che fanno parte del collettivo artistico ntS’ – ha esordito il direttore artistico – i quali hanno contribuito a costruire questo Teatro nel quartiere Santità. Ma il nostro raggio d’azione si estenderà anche all’arco generazionale dei post Millennials, giovani dai 16 ai 18 anni che, più di altri, devono costruire il loro futuro».

Una ispirazione dettata anche dal progetto Post Millennials Theatre, promosso da ntS’ in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Salerno, per studiare più da vicino, attraverso una ricerca sociale, questa generazione dei nati nel primo decennio del 2000. Per capire le loro visioni di futuro, attraverso il teatro. «Un metodo per avvicinarsi a quelli che stanno per lasciare la scuola e che iniziano a progettare la loro vita – ha detto ancora il direttore – e poter cogliere le loro ansie, il loro rapporto con la tecnologia e i media digitali, divenuti sempre più pervasivi».

I risultati scientifici diventeranno materiale per la realizzazione di uno spettacolo teatrale che andrà in scena a fine maggio. «Il nostro è un teatro di nuova generazione che proietta lo sguardo sul teatro contemporaneo – ha continuato Gelardi – su quello che ci accade intorno in questi anni e che spesso non ha spazio e nessun supporto per emergere. In un “Paese per vecchi”, il collettivo artistico ntS’, lo ha dimostrato con un forte radicamento sul territorio, punta su una risorsa fondamentale da cui attingere forza, idee, creatività. Invitiamo il pubblico a condividere questa scelta per mantenere viva quella capacità di vedere la bellezza, che Franz Kafka individuava come caratteristica principale della gioventù e condizione essenziale per non invecchiare mai». Ed infatti tanti i giovani artisti ed autori presenti alla presentazione della stagione teatrale che hanno riconosciuto il valore e l’entusiasmo di fare scuola in un teatro “resiliente” ma che rientra in un progetto più ampio di rinascita del quartiere, fortemente voluto da padre Antonio Loffredo.

Potersi misurare costantemente col palcoscenico ha favorito il percorso di formazione, insieme alla possibilità di fare scambi culturali e artistici prima fuori dal quartiere, poi con il resto d’Italia. E da qualche anno inseriti in un progetto internazionale come “Cities on the Edge” con il Goethe Institut e Circle Festival, grazie al contributo di MiBAC e Siae, ampliato anche all’America Latina. Fucina di talenti artistici e di giovani autori che crescono nell’unico laboratorio di drammaturgia riconosciuto in Italia dal MiBAC, nell’ambito dell’articolo 41 dedicato al perfezionamento professionale, condotto dallo stesso direttore artistico con la partecipazione di docenti di grande rilievo nazionale e internazionale, tra cui Manlio Santanelli, Tino Caspanello, il tedesco Philipp Lò e il catalano Josep Maria Mirò.

Il Nuovo Teatro Sanità che rafforza la collaborazione con il Nest Napoli Est Teatro, due teatri di frontiera che svolgono un lavoro simile in realtà più complesse, così da scambiarsi spettacoli come “Tur de Vasc” e “Sanità on the Road” che hanno al centro il coinvolgimento dei due quartieri, appunto il Rione Sanità e San Giovanni a Teduccio. Ed è proprio con l’anteprima di “Tur de vasc”, ambientato nei bassi della Sanità, ideato e diretto da Carlo Geltrude, in un’originale versione dedicata ad Anton Cechov ideato da Carlo Geltrude, il 28 e 29 settembre, che inaugura la stagione.

Uno spettacolo site specific e itinerante nei “vasci” abitati della Sanità che ha riscosso tanto successo nei mesi scorsi. Due importanti collaborazioni: con la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, che produce e ospita presso il Madre, Museo d’arte contemporanea, lo spettacolo 629 – Uomini in gabbia; e con il Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, che coproduce insieme al Nuovo Teatro Sanità, La peste al Rione Sanità, scritto con Fabio Pisano, una trasposizione del romanzo di Albert Camus in alcuni luoghi simbolo del Rione, che verrà rappresentato nella Basilica di Santa Maria della Sanità.

Una stagione che non smentisce le intenzioni, insomma ed eterogenea che coinvolge tante compagnie con proposte innovative, non trascurando però i grandi classici del teatro contemporaneo, come Le sedie di Eugène Ionesco, diretto da Giles Smith, e Primo amore e Atto senza parole 1- 2 di Samuel Beckett, diretto da Costantino Raimondi, interprete insieme a Sergio Longobardi. Ventiquattro spettacoli per una stagione che va avanti fino a maggio. In cartellone Una storia d’impossibilità del giovane drammaturgo Fabio Pisano, per la regia dell’argentina Agostina Luz Lopez, e E la Nave va del drammaturgo brasiliano Diogo Liberano, per la regia del catanese Carmelo Alù.

Sul tema del rapporto intergenerazionale, La Cenerentola maritata di Manlio Santanelli, in cui il personaggio delle fiabe si trova a fare i conti con la vita da adulta e con le convenzioni di corte; Il vecchio principe, ispirato a Il piccolo principe di Antoine de Saint- Exupery. Tutto il resto sul sito: www. nuovoteatrosanità. it.

 

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