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Anm: ok a nuove regole sull’incompatibilità delle toghe

"Introdurre forme di incompatibilità tra incarichi associativi e incarichi istituzionali"
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Assemblea di Anm e prime novità nella galassia delle toghe, dopo lo scandalo Csm. Nel documento approvato dall’Assemblea sono contenute “modifiche statutarie che introducano forme di incompatibilità tra incarichi associativi e incarichi istituzionali”, è prevista la “modifica del sistema elettorale per la designazione dei consiglieri togati del CSM che garantisca una maggiore rappresentatività e una maggiore partecipazione democratica” e interventi sul Testo unico della dirigenza “in modo da privilegiare l’esperienza giudiziaria maturata positivamente rispetto ad altri parametri”.

Per intervenire sul sistema delle nomine c’è poi la proposta di “calendarizzazione delle pratiche relative alla nomina di direttivi e semidirettivi secondo rigorosi criteri cronologici legati all’effettiva vacanza del posto da coprire” e “di innalzare i limiti minimi di valutazione di professionalità necessari per concorrere agli incarichi direttivi e semidirettivi”.

L’Anm suggerisce la reintroduzione della norma che prevedeva il divieto per almeno due anni per i consiglieri uscenti del Csm di presentare domanda per incarichi direttivi o semidirettivi o per essere collocati fuori ruolo e per magistrati fuori ruolo la possibilità di presentare domanda per incarichi direttivi o semidirettivi solo se sono trascorsi almeno due anni dal rientro in ruolo. C’è infine una proposta che va nella direzione di evitare le cosiddette ‘porte girevoli’ tra magistratura e politica con il “divieto di ritorno all’esercizio delle funzioni giudiziarie per magistrati che hanno assunto incarichi politici, che dovranno essere ricollocati in funzioni amministrative”.

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