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Arriva la “ripresina”. Istat: lieve miglioramento

La nota mensile dell’istituto di ricerca. Le nubi sarebbero rappresentate dalla guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti
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Lievi segnali di ripresa per il Pil italiano. A segnalarli, l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana in cui evidenzia che «l’indicatore anticipatore ha interrotto la tendenza alla flessione in atto dalla fine dello scorso anno, prospettando uno scenario di lieve miglioramento dei livelli produttivi».

INDICATORI IN CRESCITA
È in risalita, oltre le attese degli analisti, anche l’indice Pmi servizi curato da IHS Markit: a luglio ha mostrato un rialzo collocandosi ai massimi da marzo scorso. Le nubi sono rappresentate invece dalla guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti. «Le prospettive per gli scambi internazionali, penalizzate dal protrarsi delle tensioni commerciali e dal rallentamento dell’attività economica in Cina, rimangono negative» , prosegue l’Istat.

Secondo la stima preliminare, nel secondo trimestre 2019, il Pil italiano ha registrato una variazione congiunturale nulla a sintesi di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria e di un contenuto incremento in quello dei servizi.

PRUDENZA DELL’ISTAT
«Come già abbiamo fatto in passato, invitiamo a non cedere a facili ottimismi per un dato positivo che, da solo, purtroppo ha ben poca rilevanza. Gli indicatori economici continuano a registrare un andamento altalenante, denunciando la persistente incertezza che grava sull’intero sistema economico». Ad affermarlo è Emilio Viafora, presidente della Federconsumatori, che commenta così la nota mensile dell’Istat sull’economia italiana a luglio.

Viafora sottolinea che «è fin troppo facile parlare di uscita dalla crisi ogni volta che le statistiche registrano percentuali di crescita e trascurare invece i segnali di instabilità e i dati negativi». «Di fatto – argomenta- le testimonianze dei cittadini che ogni giorno si rivolgono alla nostra associazione dimostrano che le famiglie continuano a riscontrare forti difficoltà a sostenere le spese quotidiane, anche perché con un potere di acquisto ancora debole e retribuzioni che non crescono di pari passo con l’aumento dei prezzi non può essere altrimenti. Inoltre lo stesso Istituto di Statistica ha evidenziato, nelle scorse settimane, che per il 2019 la crescita acquisita del Pil è pari a zero».

«Purtroppo – aggiunge il presidente della Federconsumatori- l’economia italiana è ben lontana dalla vera ripresa e si trova ancora in una fase stagnante ed incerta».

 

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