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Polansky, De Niro, Depp. A Venezia calano le stelle

Il programma del festiva,l tanti gli italiani. In gara Martone, Maresco e Marcello, fuori concorso Salvatores, Archibugi e le serie tv di Sorrentino e Sollima
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Il tempo dei pronostici, delle speranze e dei desideri dei cinefili su chi ci sarà alla prossima Mostra del cinema di Venezia è finito, il programma è finalmente alla luce del sole.

Il passato, Il reale e la condizione della donna, sono i tre temi ricorrenti attraverso cui i film in programma alla 76° Mostra del Cinema di Venezia, che si terrà dal 28 agosto al 7 settembre, vengono declinati all’interno della selezione.

Al lido, a giudicare dai titoli annunciati in conferenza, si vedranno film adatti a tutti i palati ed a tutte le esigenze e questa decisione della Mostra di accontentare qualsiasi tipo di pubblico si incominciava già a respirare

con la scelta di aprire e chiudere con film dal grande cast ma dall’appeal più indie: La verité di Kore- eda Hirokazu con Catherine Deneuve, Ethan Hawke, Juliette Binoche e The Burnt Orange Heresy diretto da Giuseppe Capotondi, film fuori concorso con Mick Jagger nel cast.

Due costanti che anche in questa edizione si riconfermano: i tanti italiani che fanno capolino in selezione da ogni sezione ufficiale e la lista innumerevole di star internazionali a calcare il red carpet del lido. La scelta dei film tricolore da mettere in concorso è già qualcosa di cui si parla e si parlerà durante la Mostra. Nomi e titoli più pop e dediti al grande pubblico come Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores con Claudio Santamaria, Valeria Golino e Diego Abatantuono e Vivere di Francesca Archibugi con Micaela Ramazzotti e Marcello Fonte, spiccano fuori concorso per lasciare spazio, in concorso, a un terzetto insolito composto da Martin Eden di Pietro Marcello con Luca Marinelli, Il sindaco del Rione Sanità di Mario Martone con Massimiliano Gallo e La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco.

Il Direttore artistico Alberto Barbera argomenta la decisione: «Le scelte non si fanno in base a criteri teorici e astratti ma dopo aver visto i film, sulla qualità del prodotto. I film di Archibugi e Salvatores sono due titoli destinati al grande pubblico e per questo li presentiamo ma i film in concorso hanno ambizioni più alte, sono sfide più radicali: il film di Pietro Marcello è il più complesso e ambizioso realizzato fino ad oggi dal regista, Mario Martone non si accontenta di fare teatro al cinema ma reinventa un testo classico facendo cinema al 100% e Maresco prosegue il suo lavoro di ricerca antropologica sulla società siciliana, spingendosi ancora più in là sul pedale del grottesco, con risultati particolarmente riusciti».

Al contrario dell’anno scorso, dove l’assenza delle donne sembrò così eclatante da attirare un’ondata di polemiche sulla Mostra di Barbera, le cui scelte sono sempre state invece amatissime, quest’anno le registe sono molto presenti ( 2 in concorso) e sono numerosi i film che parlano del femminile, della condizione della donna. Lo sottolinea ripetutamente Barbera nell’elencare i titoli selezionati: «Numerosi i film che affrontano il problema della condizione femminile nel mondo, non tutti sono diretti da donne ( le donne sono ancora una minoranza) ma anche quando sono realizzati da uomini hanno una sensibilità nuova sull’universo femminile. Questo è il segno forse che le polemiche di questi anni hanno inciso nella nostra cultura e sensibilità».

Su questa scia, torna al lido, in concorso, Haifaa Al Mansour che dopo la Bicicletta Verde presenta The perfect candidate e accanto a lei a competere per il Leone d’oro anche Shannon Murphy con la sua opera prima Babyteeth.

È talmente lunga la lista di star che saranno presenti alla Mostra quest’anno che Alberto Barbera deve elencarle, leggendone i nomi da un foglio. Da sottolineare assolutamente, in concorso: Catherine Deneuve, Ethan Hawke, Juliette Binoche per La Veritè, Penelope Cruz per Wasp Network di Olivier Assayas, Scarlett Johansson, Adam Driver e Laura Dern per Marriage Story di Noah Baumbach, Brad Pitt per Ad Astra di James Gray, Mark Rylance, Johnny Depp e Robert Pattinson per Waiting for the Barbarians, Meryl Streep con Antonio Banderas e Gary Oldman per The laundromat di Steven Soderbergh e infine Joaquin Phoenix e Robert De Niro per Joker.

Le stelle hollywodiane non mancano neanche fuori concorso, grazie a Seberg presentato da Amazon, arriverà Kristen Stewart mentre grazie a Netflix che presenta David Michod con The King, a Venezia sbarcheranno anche Timothée Chalamet e Lily- Rose Depp.

Come era stato negli anni passati e sulla scia del successo della combinazione linguaggio cinematografico che incontra quello seriale, Sky porterà alla Mostra in anteprima gli episodi 1 e 2 diretti da Stefano Sollima di Zero-ZeroZero,

serie tratta dal libro di Roberto Saviano e gli episodi 2 e 7 di The New Pope di Paolo Sorrentino con Jude Law e John Malkovich. Nella selezione di Venezia 76 il passato è più che mai presente. Alberto Barbera con il suo team di selezionatori, lo aveva rilevato anche nei film degli anni scorsi ma ora più che mai, è una ricorrenza su cui riflettere: «Tanti film lavorano a ricostruire in maniera minuziosa e documentaria vicende ed eventi del passato fino che ci costringono a riflettere perché sono un modo di leggere il presente» dichiara infatti il direttore artistico.

È il caso di Roman Polanski e del suo ritorno al lido con J’Accuse, film sul caso Dreyfus del 1895, una storia agghiacciante che sconvolse la società francese. E per non farsi mancare un po’ di social/ pop al lido, il documentario sulla vita di Chiara Ferragni, Chiara Ferragni – Unposted, girato da un’esperta documentarista, Elisa Amoruso. Tra gli eventi speciali infine, l’anniversario dei 20 anni di Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick da festeggiare con la visione della copia restaurata del film e un breve documentario, Never Just a dream, sui segreti dal set del film e la presentazione di Irréversible di Gaspar Noé, film scandalo con Monica Bellucci e Vincent Cassel del 2002 rimontato in ordine cronologico ma non per questo meno disturbante.

 

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