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Da Sud a Nord ormai è caccia al nero. Urla, calci e schiaffi

Due aggressioni nel giro di tre gioni. Monta l'odio per gli immigrati e si pass alle aggressioni fisiche.
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Da Sud a Nord . Da Foggia a Treviso, nel giro di tre giorni sono stati due gli episodi di razzismo ai danni di extracomunitari. Le ultime vittime sono stati un senegalese di 33 anni ed un cittadino della Guinea Bissau di 26 anni, braccianti agricoli, colpiti all’alba di lunedì da una sassaiola alla periferia di Foggia, vicino alla fabbrica dismessa in via Manfredonia utilizzata dai migranti per dormire. I due si stavano recando al lavoro nei campi quando sono stati aggrediti, riportando ferite guaribili nel giro di una settimana.

L’episodio è stato denunciato ai carabinieri, che hanno individuato alcune telecamere di sicurezza che potrebbero aver ripreso la scena. Una notizia resa nota proprio nel giorno in cui un gruppo di braccianti di Foggia e Borgo Mezzanone hanno inscenato un sit- in nella basilica di San Nicola a Bari, per protestare contro lo sfruttamento degli immigrat.

La protesta dei braccianti. Alla guida della protesta il dirigente dell’Usb, Aboubakar Soumahoro, che ha parlato di «braccianti sfruttati e costretti a vivere in condizioni disumane, con paga da fame». I migranti hanno lanciato un appello all’arcivescovo Francesco Cacucci, che ha garantito «un atteggiamento di difesa senza se e senza ma della dignità umana».

E venerdì in una stazione di servizio a Vazzola, in provincia di Treviso, una dipendente di origine marocchina è stata aggredita con schiaffi e insulti per aver suonato il clacson, con lo scopo di avvertire un automobilista che stava correndo troppo nel piazzale del distributore, rischiando di provocare un incidente. Da lì è nata una discussione che, presto, si è trasformata in un’aggressione: l’uomo avrebbe infatti sferrato un forte schiaffo all’orecchio, facendo cadere a terra la ragazza, a cui poi avrebbe dato anche un calcio, seguito da insulti di stampo razzista. Il fatto è stato denunciato ai Carabinieri di Codognè.

 

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