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Mille sfollati nel lecchese

Maltempo, frane e fiumi esondati in Lombardia
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Torrenti esondati, case e capannoni industriali evacuati, con migliaia di persone costrette a lasciare le case. La situazione in Lombardia a causa del maltempo ha fatto registrare pesantissimi danni e disagi per gli abitanti. Particolarmente colpita è la zona del lecchese, dove a causa dei violenti temporali, abbattutisi nella notte di ieri, i corsi d’acqua Varrone e Pioverna sono usciti dagli argini. I centri di Premana, Primaluna, Dervio, dove è stato evacuato un campeggio, sono quelli che hanno subito il maggior impatto dell’evento meterologico, costringendo i Vigili del Fuoco ad una mobilitazione generale, così come Carabinieri e Protezione Civile, che ha messo al lavoro centinaia di volontari.

Non si hanno notizie di feriti ma gli smottamenti copiosi di fango hanno reso difficile la circolazione sia stradale che ferroviaria. I detriti accumulatisi hanno di fatto interrotto la strada tra Premana e il piccolo centro montano di Pagnona dove è straripato anche il torrente Varroncello. Situazione al limite anche per tutta la zona che si affaccia a nord del lago di Como. Ma il maltempo non ha risparmiato neanche le valli bergamasche.

In questo caso è stata la grandine caduta fittissima durante la notte ad isolare i centri di Gazzaniga, Ponte Nossa e Fiorano, in valle Seriana. In molti casi i pompieri hanno faticato a sgomberare strade e sottopassaggi invasi dal ghiaccio mentre diverse abitazioni hanno riportato danni ai tetti. Super lavoro per Vigili del Fuoco e Protezione Civile anche nella zona dell’Alto Sebino, particolarmente flagellati i paesi di Costa Volpino, Rogno, Pisogne, Piancamuno, Artogne, Darfo Boario Terme. Anche in questi luoghi la gran massa di grandine ha fatto esplodere i tombini riversando l’acqua nelle strade e nei cortili. Garage e cantine si sono allagati, nei punti più avvallati la pioggia ha raggiunto anche il metro di altezza. Le maggiori preoccupazioni riguardano la diga dell’Enel in Val Varrone, dove sono intervenuti i volontari del Soccorso alpino per arginare un possibile cedimento dell’invaso.

 

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