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Quatrano: «Noemi ferita dai baby boss? No, a sparare è la gioventù rancorosa perché espulsa»

«La violenza giovanile, a Napoli come altrove, è il risultato dell’esclusione sociale. Di quelle scuole che bocciano o cacciano i ragazzi delle periferie», dice l’ex giudice che firmò l’ergastolo al padrino Alfieri
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Da magistrato, Nicola Quatrano ha firmato condanne all’ergastolo di boss come Carmine Alfieri. È il suo passato a dargli una corazza morale inviolabile, a permettergli di dire cose sconvolgenti, eppure vere, come questa: «Il giovane che ha sparato e colpito la piccola Noemi non è un mostro. È il protagonista della guerra combattuta dai giovani esclusi, superflui, di una delle tante periferie urbane dell’impero globale. A Napoli come altrove, una gioventù che si sente superflua reagisce con la violenza alla propria espulsione». Continuare a reprimere, a espellere, dalla scuola e da tutto il resto, «non è inutile: è un crimine contro l’umanità. Il tradimento di quanto ha insegnato don Milani, e cioè che la scuola deve occuparsi di chi non è bravo, anziché bocciarlo». A non pensarla così sono tanti anche in quell’élite illuminata costituita dalla magistratura, di cui Nicola Quatrano ha fatto parte fino ad aprile 2018. Scelto il congedo anticipato dalla toga, l’ex presidente di sezione del Riesame di Napoli ora è un avvocato penalista.

Però il figlio del boss Rosario “’ o biondo”, Antonio Piccirillo, si è dissociato dal padre, e ce l’ha fatta a non cedere al rancore violento.

Ho letto la sua intervista. Quel ragazzo ha avuto un’opportunità, ha incontrato una persona che lo ha aiutato, lo ha preso con sé a lavorare. È stato bravo ma anche fortunato. L’opportunità che ha avuto lui capita a pochissimi.

Perché, agli altri cosa capita?

Che vengono espulsi.

Cioè?

Vengono innanzitutto cacciati da scuola, bocciati o buttati fuori per motivi disciplinari. La violenza è una forma di antagonismo nei confronti dell’ordine civile che li esclude. Un antagonismo non razionale ma istintivo, umorale, intendiamoci. Non certo la consapevolezza di classe di chi era giovane quando lo ero io.

È un’analisi difficile da contestare. Perché non la si sente mai in giro?

Perché non entra nei 140 caratteri di twitter?

Cosa?

È un ragionamento troppo lungo. Scartato dai protagonisti della comunicazione, che sul dramma della piccola Noemi si sono avventati con un cinismo spaventoso. Se ne fregano della bimba e la utilizzano per fare i loro proclami.

Si riferisce anche a chi ha chiesto di nuovo di portare i figli dei boss via dalle loro famiglie?

Sì, e a quelli che chiedono pene più alte, l’abbassamento della soglia di punibilità e tutte le altre misure che certo non servono a combattere l’esclusione.

Antonio Piccirillo ha dimostrato che se a un giovane delle periferie viene offerta un’opportunità può avere un destino normale, senza che lo si debba strappare via dalla famiglia di origine.

Ma sul caso di Noemi posso fare una riflessione più ampia dei 140 caratteri di twitter?

Siamo qui per questo.

Bene. Ha presente quelli che nelle guerre si definiscono danni colletarali? Il ferimento della piccola Noemi è un danno collaterale di una guerra. Questa guerra ha per protagonisti i giovani delle periferie urbane. A Napoli come a Milano, Parigi, Londra, Bruxelles. A Napoli non sono peggiori che altrove. Sono solo più visibili. Come dice Isaia Sales, Napoli è l’ultima città dell’ 800: una parte della periferia si trova in realtà al centro, ed è meno lontana dallo sguardo delle persone perbene.

Ci si accorge della guerra metropolitana perché non è confinata e invisibile come a Londra.

Ecco, protagonista della guerra è la gioventù che si sente superflua. E lo è, superflua. Tale esclusione si combina in modo esplosivo con i proventi del traffico di droga. Il risultato è questa violenza giovanile terribile che riguarda tutte le aree marginali dell’impero globale.

Quindi innalzare il grado della punizione non serve: accresce solo il senso di rancore verso l’ordine civile da cui si è esclusi.

Esatto. Nell’analisi va chiarito anche che con un tale fenomeno la camorra c’entra poco. La camorra aborrisce il disordine: da Portella della Ginestra in poi, il crimine organizzato e gli organi di sicurezza hanno sempre cooperato al mantenimento dell’ordine. Ma la miscela esplosiva fra affari sporchi e gioventù esclusa, risentita è così esplosiva che anche le vecchie strutture criminali, se fossero in piedi, ne sarebbero travolte.

Come si risponde, avvocato Quatrano?

Premesso che i traffici di droga scatenano la violenza esattamente come avviene con i finanziamenti delle reti terroriste per i giovani che diventano foreign fighters, la risposta deve partire da un cartello che espose padre Zanotelli a una manifestazione organizzata a Napoli nel quartiere Sanità: recava le cifre da incubo dei giovani bocciati in quei quartieri. Bocciare, espellere un giovane delle periferie è un crimine contro l’umanità. Si risponde con scuola e lavoro. E questo entra anche in un tweet.

 

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