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Sovraffollamento a Foggia, la visita del capo del Dap

Il Sappe: ci sono 620 detenuti su 358 posti, gli agenti sono solo 250
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Il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha potuto constatare di persona il sovraffollamento nel penitenziario di Foggia. È il sindacato autonomo della polizia penitenziaria (Sappe) a darne notizia.

«Vogliamo ricordare – si legge in una nota stampa del sindacato – che il 27 febbraio scorso una delegazione del Sappe aveva visitato il carcere di Foggia rilevando delle gravi criticità ed una sicurezza ridotta praticamente a zero». Il Sappe sottolinea che «il carcere di Foggia per capienza di detenuti è il secondo della regione Puglia con un sovraffollamento pari a circa l’ 80% dei posti disponibili regolamentari ( 358 con 620 detenuti), mentre l’organico della polizia penitenziaria che nel 2001 era superiore alle 350 unità, si è ridotto a poco più di 250».

Il sindacato quindi si augura che «la visita nel carcere di Foggia costringa il capo del Dap a correre ai ripari in quanto la situazione penitenziaria della regione Puglia detiene un sovraffollamento di detenuti di circa il 165%, mentre il dato nazionale non arriva al 20%. Senza dimenticare che nella nostra regione ci sono le carceri più affollate della nazione a partire da Taranto con un sovraffollamento del 210%. Ci aspettiamo – conclude – perciò dei provvedimenti urgenti, prima che situazione possa esplodere con riflessi tragici per tutti».

Quindi altro che fake news il problema del sovraffollamento carcerario non solo è reale, ma anche urgente. Prendendo in esame il solo carcere di Foggia, sono più vicini i “tempi bui” (sino al 2012- 2013) quando le presenze medie nel penitenziario erano 750 con punte di 780 reclusi, che ne facevano quindi il secondo penitenziario per sovraffollamento degli 11 istituti pugliesi. I numeri degli ultimi mesi dicono infatti che la popolazione carceraria nel penitenziario più grande della Capitanata oscilla sopra le 600 presenze.

L’ultimo dato ufficiale ricavabile dalle statistiche del Dap, è del 2 febbraio scorso quando nella struttura alla periferia di Foggia al rione delle Casermette c’erano 603 detenuti ( il sindacato Sappe parla di 620 presenze), contro le 365 capienze ottimali, che poi sarebbero 340 secondo altri conteggi che escludono le celle inagibili. Di questi 602 reclusi, 21 erano donne – e Foggia ha l’unica sezione detentiva femminile della provincia – e 87 gli stranieri. L’allarme sul sovraffollamento della casa circondariale lo aveva rilanciato nel dicembre scorso il Cosp, coordinamento sindacale penitenziario, parlando «di numero record di 630 detenuti a fronte di 340 posti» e lo ribadisce ora il Sappe. Al livello nazionale, ricordiamo, risultano quasi diecimila detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare.

Nel frattempo, stamane alle 11, una delegazione del Partito Radicale e dell’osservatorio carceri dell’Unione camere penali italiane, incontrerà il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede presso la sede del ministero in via Arenula. La questione posta al centro dell’incontro è proprio quella del sovraffollamento penitenziario e della necessaria legalità, da conquistare, dell’esecuzione penale nel nostro Paese. La delegazione del Partito Radicale sarà composta da Rita Bernardini, Giuseppe Rossodivita, Elisabetta Zamparutti e da Gianpaolo Catanzariti, responsabile nazionale dell’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali Italiane.

 

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