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Polverini: «Una linea xenofoba, non la condivido»

«Non è condivisibile la linea xenofoba e anti- umanitaria del governo»
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«Non è condivisibile la linea xenofoba e anti- umanitaria del governo». Non lo dice un esponente di sinistra, ma Renata Polverini, donna che viene dalla destra, deputata di Forza Italia, ex presidente della Regione Lazio e prima ancora leader del sindacato Ugl.

On. Polverini, è una critica forte, fuori dal coro nel centrodestra, che suona diretta soprattutto all’alleato separato del governo, la Lega del ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, anche dopo la proposta di censimento dei rom. Ce la spiega?

Il nostro è un Paese particolare che ha vissuto momento difficili, dittature, in cui le razze venivano indicate come elemento di negatività. Abbiamo avuto tragedie che ancora ricordiamo ai nostri figli proprio per evitare che si possa ricadere in certe situazioni. Quindi, mi aspetto da chi rappresenta il governo non solo un comportamento diverso ma anche un linguaggio che non sia così violento. Lo dico dopo aver rappresentato anche io un’istituzione importante come la Regione Lazio: quando si rappresenta un’istituzione bisogna parlare con garbo e moderazione. Anche perché hai da parte dei media un’eco che altrimenti non avresti. Se poi andiamo al merito, noi di Forza Italia, almeno io, rappresentiamo un popolo di moderati. Non credo che i nostri elettori si ritrovino su parole come quelle che abbiamo ascoltato alle quali si è poi provato a dare un assestamento, ma quando si è sparato alto difficilmente riesci a fare retromarcia.

Per dirla tutta, assistiamo però anche a reazioni contrapposte, da parte di intellettuali di sinistra e di media, di quasi opposto estre- mismo nei confronti di Salvini.

Qui non bisogna creare, consentitemi il termine, “mostri” di nessun tipo, né nel senso buono né in quello cattivo. Perché certi intellettuali famosi e certe copertine di giornale poi rischiano di creare l’effetto opposto: invece di condannare atteggiamenti e parole si rischia di far passare dalla parte della ragione chi invece a mio avviso ragione non ha.

Insomma, ci vuole equilibrio.

Ci vuole proprio equilibrio. Se noi pensiamo a quello che sta accadendo anche negli Stati Uniti dove a fronte di un presidente repubblicano, ma evidentemente avanti anche lui con i termini e con i tweet, vediamo che addirittura sua moglie ( Melania Trump, ndr) e una ex first lady repubblicana ( Laura Bush ndr), devono riequilibrare anche lì un atteggiamento che sta travalicando il consenso.

Salvini ha ricordato che censimenti rom furono fatti anche da amministrazioni rosse in Emilia e Milano, dove il pd Pier Francesco Majorino ha risposto che era per mandare i bambini a scuola.

Io mi sento cittadina del mondo, sto dicendo che se c’è bisogno di individuare persone che sono all’interno del nostro Paese vanno bene anche i censimenti rom, ma condanno le parole, la violenza delle parole. Il censimento lo facciamo anche noi italiani. Ma quello che Salvini ha detto è un’altra cosa: la schedatura. Questo evoca un’altra cosa.

Il problema dell’immigrazione e di non esser lasciati soli dall’Europa e quello della sicurezza ci sono nel programma di centrodestra e sono quelle cose sulle quali Fi, pur all’opposizione, voterà sì. Ma altre cose non si trovano. Ora però a parte lei e l’on. Giorgio Mulè che ha posto l’accento sui rischi di rovinarci i rapporti con la Ue, qui non si sentono altre voci azzurre di distinzione dalla Lega. O no?

Infatti, a me questo dispiace. E poiché mi ritengo una persona libera e sto in un partito liberale, dico quello che penso. Ed esorto i miei colleghi a prendere una posizione che non sia così schiacciata sulle parole e sui comportamenti di Salvini, tanto più quando cerca di richiamare la coalizione. Ma era una coalizione moderata, con tanti problemi da affrontare, senza però uscire dall’ambito dei rapporti con i Paesi europei e soprattutto sempre salvaguardando i diritti umani. Quello che è stato fatto con Aquarius dispiace dirlo ma è uno spot. Mentre passavano altre migliaia di clandestini in altri porti italiani. Voleva dare un segnale e c’è riuscito. Ma così non diamo la vera soluzione dei problemi.

Fi ha preso milioni di voti da socialisti craxiani, da liberali, cattolici non di sinistra, da padri e da generazioni di figli cresciuti con queste idee. Come li tiene quei voti? Questi non mi sembrano voti da Opa leghista.

Ha detto proprio bene. Sono tanti i socialisti che sono ancora parte dirigente del nostro partito. Noi non riusciremo mai a convincere un elettore che vota Salvini perché su alcune tematiche ha un linguaggio più convincente del nostro, noi invece dobbiamo tenere la barra dritta per quella che è la grande platea dei moderati, quelli che ci hanno votato alle politiche e convincere quelli che a votare non ci vanno. L’altra Italia, come l’ha chiamata il presidente Berlusconi.

Un problema di sicurezza nei campi rom e ovviamente non solo lì c’è. Si ricorda l’omicidio a Roma della signora Giovanna Reggiani? Uccisa da un abitante di un campo rom, ma lui l’assassino rom non era. L’allora sindaco del Pd Walter Veltroni fece sgombrare quel campo e i rom si riversarono in centro con qualche conseguenza.

Veltroni perse le elezioni politiche anche su questo. Dobbiamo impedire a chiunque di delinquere, a rom, italiani, extracomunitari e comunitari. Dobbiamo perseguire i delinquenti tutti, non le razze.

 

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