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Di Maio contro Renzi, Renzi contro il Cav, il Cav contro Di Maio…

"TRIBUNA ELETTORALE TRIPOLARE" - E' tutti contro tutti a due mesi scarsi dal voto del 4 marzo
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A poche settimane dal voto del 4 marzo, la campagna elettorale si infiamma. Ma se negli scorsi anni era una “battaglia”  a due, con l’avvento del Movimento 5Stelle, la sfida è diventata a tre generando un  singolare “tutti contro tutti”.

Renzi: “L’alternativa al centrodestra siamo noi e non i 5Stelle”
“La sfida non è tra noi e il centrodestra, ma è tra noi e i 5 Stelle”, ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi all’assemblea nazionale degli amministratori democratici di Torino. “Lo dico ai moderati che hanno paura dei 5 Stelle – ha aggiunto – l’alternativa non e il centrodestra, ma il Pd. Perché o arriviamo prima noi o arrivano prima i 5 Stelle”.  E ancora: “A me di Spelacchio non interessa granchè – ha aggiunto Renzi – Il punto non è se è bello o brutto, ogni spelacchio è bello a mamma sua, ma che se costa il doppio di altri alberi, è un problema di incompetenza…”. E riferito al centrodestra: “è l’alleanza dello spread. Fa meno male il quinto colpo di Stato che un’alleanza sui vaccini”.

Di Maio: “Renzi disonora istituzioni, Gentiloni è sceso nella mischia”
“Sono giorni che vedo utilizzare Roma e Torino contro il Movimento 5 Stelle”, ha detto il candidato grillino Luigi Di Maio. Poi sul presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni: “Pensavo avesse rispetto della sua figura istituzionale e invece è sceso nella mischia ad alimentare questa propaganda, che serve soltanto a coprire le loro malefatte con le banche. In un Paese normale i Tg avrebbero aperto con la notizia della telefonata tra Renzi e De Benedetti, con cui un imprenditore ha guadagnato 500mila euro grazie alla telefonata di un presidente del Consiglio dei ministri che ha disonorato le istituzioni”. Poi la difesa di Orietta Berti che ha dichiarato le proprie simpatie per i 5Stelle e per questo sarebbestata denunciata all’Agcom dai dem: “Giù le mani da Orietta Berti”, ha intimato Luigi Di Maio al Pd accusato di “censura”.

Silvio difende l’allenza con Salvini e Meloni ma non firma il patto “anti-inciucio”: “Vale di più una stretta di mano…”
“Tra alleati che si rispettano una stretta di mano e più importante di una firma”. Cosi Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, ha risposto cosi a Kronos su Rai 2 a chi gli chiedeva se firmerà il patto “anti inciuci” chiesto a FI e Lega dalla presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Comunque – ha aggiunto – i dati delle ultime indagini fanno vedere che Forza Italia e salita già di 4 punti da quando sono tornato a fare promozione in televisione e conto che possa salire fino al 25% e che questo porti la nostra coalizione al 45%. Fruiremo quindi di una grande maggioranza sia alla Camera che al Senato ed e quindi irrealistico pensare che ci sia necessita ad un accordo con la sinistra”.

E la sindaca di Torino Chiara Appendino scopre il garantismo:
“Dopo gli ultimi “grandi” successi collezionati in politica, Renzi ha evidentemente deciso di sostituirsi ai magistrati, emettendo sentenze prima ancora della chiusura delle indagini, proprio mentre illustri esponenti del suo partito sono sotto inchiesta per il Salone del Libro e non solo”. Cosi la sindaca di Torino Chiara Appendino replica al segretario del PD Matteo Renzi che dal Lingotto aveva detto: “Noi siamo gli amministratori che non falsificano i bilanci”.

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