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Due donne in corsa per la successione di “Ilda la rossa”

A contendersi il post, Nunzia Ciaravolo e Laura Pedio
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Bisognerà attendere ancora qualche giorno prima di conoscere il nome del successore di Ilda Boccassini come procuratore aggiunto a Milano. La nomina era attesa lo scorso mercoledì in Plenum. Alcune defezioni dell’ultimo momento fra i consiglieri hanno però costretto il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini a rinviare la discussione alla prossima settimana. A contendersi il posto di “Ilda la rossa”, due donne: Nunzia Ciaravolo e Laura Pedio.

Entrambe in servizio a Milano, la prima come sostituto procuratore generale, la seconda come pm presso la Procura del Tribunale.

Il posto di aggiunto si è reso vacante il 21 ottobre scorso, data in cui sono scaduti gli otto anni di esercizio delle funzioni semidirettive da parte di Boccassini che, in un’intervista, ha già dichiarato che tornerà a svolgere il ruolo di sostituto procuratore presso il Tribunale fino al termine della sua carriera.

Il Csm aveva bandito il posto di Boccassini ad aprile per evitare che un ruolo così importante e prestigioso restasse vacante a lungo. Almeno una decina i magistrati che avevano presentato domanda. La Quinta commissione, quella per gli incarichi direttivi, al momento della votazione si è spaccata. A favore di Ciaravolo hanno votato i togati di Unicost Francesco Cananzi e Massimo Forciniti, oltre al togato di Magistratura indipendente Luca Forteleoni. Per Pedio, il presidente della Quinta, il togato di Area Valerio Fracassi e i laici Pierantonio Zanettin ( FI) e Paola Balducci ( Si).

A prescindere dall’importanza dell’incarico, su questa nomina è certo si discuterà a lungo in quanto le due aspiranti sono di diverse valutazioni di professionalità: la Ciaravolo ha già raggiunto la settima e ultima valutazione, la Pedio, entrata in magistratura più tardi, è una quinta. Secondo Piercamillo Davigo ed il suo gruppo, favorevoli ad un ritorno dell’anzianità di servizio per la scelta dei dirigenti, a parità di curriculum, la nomina di Ciaravolo sarebbe scontata.

I curriculum sono infatti di ottimo livello per entrambe. Ciara- volo, già pm e gip, vanta anche una esperienza nella missione KFOR, il programma di peace keeping in Kossovo finalizzato alla riorganizzazione dell’ordinamento giudiziario nella ex provincia Jugoslava. Nel periodo in cui l’attuale senatore Gabriele Albertini ( Ap) rivestiva la carica di sindaco di Milano, insieme a Gherardo Colombo, ha composto il gruppo “Alì Baba”, una sorta di Anac ante litteram per contrastare i fenomeni corruttivi. Pedio è invece nota alle cronache soprattutto per essersi occupata di reati contro la pubblica amministrazione. Fra i suoi imputati eccellenti, l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. In questa nomina, pare inevitabile, entreranno in gioco dinamiche correntizie. La procura di Milano è da sempre un “feudo” di Area- Md. A partire dal procuratore Francesco Greco. Pedio, legata al mondo delle toghe progressiste, si inserirebbe nel solco della continuità.

Ciaravolo, iscritta a Magistratura indipendente, ha avuto rapporti anche “conflittuali” con la Procura di Milano a cui aveva avocato un’indagine in dissenso dalla richiesta di archiviazione per un caso di colpa medica.

E, sempre in tema di nomine, si segnala in commissione quella di Antonello Mura a procuratore generale di Venezia. Per un periodo capo dipartimento del Ministero della Giustizia è stato anche consigliere del Csm. Nel 2013 rappresentò l’accusa in Cassazione nel processo Mediaset che, oltre alla condanna, determinò la decadenza di Silvio Berlusconi

 

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