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Rosatellum o sistema tedesco? Breve guida delle possibili leggi elettorali

Con quale legge si andrà a votare e quando? I punti principali delle proposte di cui si parla in questi giorni
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«Berlusconi e Renzi tornano a dialogare? Sono contento per loro, sono vecchi amici. Si bacino pure, basta che trovino una soluzione veloce. Noi siamo pronti a votargliela». Il primo ad aprire le danze delle reazioni all’incontro annunciato tra il Cav e Renzi, è Matteo Salvini.

Nei giorni scorsi le diplomazie dem hanno lavorato per trovare un accordo col Movimento 5 stelle e Mdp. Renzi è in cabina di regia e nei prossimi giorni vedrà Alfano, Fratoianni e altri big per cercare di capire qual è il sistema su cui c’è una maggiore convergenza.

Il testo base in Commissione è il Rosatellum, ma Legalicum e sistema tedesco potrebbero rientrare dalla finestra tramite gli emendamenti.

Il Rosatellum, o Verdinellum, a seconda di chi viene considerato il vero padre della legge, è il testo base da cui parte la discussione in commissione Affari costituzionali della Camera. Proposto dal Pd, è sostenuto anche dalla Lega Nord, disposta ad appoggiare qualsiasi testo pur di tornare al voto. Inizialmente paragonato al sistema tedesco, in realtà si tratta un meccanismo molto più simile al vecchio Mattarellum. La legge prevede l’elezione del 50 per cento dei parlamentari in collegi uninominali e il restante 50 attraverso sistema proporzionale con listini bloccati, composti da due a quattro persone al massimo. Il sistema concepito dal capogruppo dem favorisce le alleanze sui territori, visto che nei collegi più liste potrebbero coalizzarsi per sostenere un candidato all’uninominale e concorrere singolarmente per la quota proporzionale. Vietato il voto disgiunto, non sarà possibile cioè sostenere un candidato all’uninominale e sbarrare il simbolo di una lista a lui non collegata al proporzionale. Prevista anche una soglia di sbarramento per l’ingresso in Parlamento al 5 per cento. Vengono premiati i partiti molto forti a livello territoriale. Contro questa legge si sono schierati: M5S, Forza Italia, Mdp, Sinistra italiana e Area popolare.

Il Legalicum ( formalmente in vigore per l’elezione della Camera) è ciò che resta dell’Italicum dopo l’intervento della Corte costituzionale. Fortemente sostenuto dal Movimento 5 Stelle, e inizialmente anche da Forza Italia, è un sistema proporzionale con un correttivo maggioritario: 340 seggi alla lista capace di ottenere il 40 per cento dei consensi. Soglia di sbarramento prevista: 3 per cento. E 100 capilista bloccati. La legge non pre- vede alleanze. Per questo, per i grillini, sarebbe stato meglio adottare il Legalicum come testo base per migliorarlo ed estenderlo al Senato, dove è invece in vigore il Consultellum, nient’altro che il vecchio Porcellum modificato dalla Consulta, che presenta caratteristiche completamente diverse: sbarramento all’ 8 per cento per le singole liste non coalizzate ( al 4 in caso di apparentamenti) e al 20 per le alleanze.

Il sistema tedesco proposto da Silvio Berlusconi si è guadagnato le prime pagine dei giornali più per nutrire gli appassionati di retroscena che per una questione di cronaca politica. Un testo vero e proprio, infatti, non esiste. Si sa solamente che si tratta di un proporzionale puro ma con collegi uninominali. Gli elettori esprimono la propria preferenza tramite due voti: con il primo scelgono il candidato, con il secondo il partito. Niente premio di maggioranza e sbarramento al 5 per cento. I renziani sembrano disposti a trattare.

 

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