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Parla Grillo: “Er sinnaco de Roma nun se tocca”

Sul blog del fondatore del Movimento compare un sonetto scritto in romanesco che "blinda" la sindaca Raggi. Per ora regge la linea Raggi, che ha ripetuto "non sapevo nulla delle polizze"
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Finalmente arriva, dopo quasi 24 ore dall’interrogatorio di Virginia Raggi, la difesa Beppe Grillo. Il leader blinda Virginia pubblicando il sonetto in romanesco scritto da un elettore romano, e la frase è inequivocabile: “Er sinnaco de Roma nun se tocca“. Una chiosa all’intervista tv della sindaca alla trasmisione di Enrico Mentana, dove Raggi ha ribadito il suo “non mi dimetto” e aggiunto “non sapevo nulla delle polizze, chiederò di non essere più beneficiaria”.

Eppure, al netto delle difese del leader Cinquestelle e delle ostentazioni di sicurezza della sindaca, i punti oscuri rimangono molti. Salvatore Romeo, infatti, ha investito in 15 anni oltre 130 mila euro in polizze sulla vita – due anche con beneficiaria Raggi – e, anche se secondo gli inquirenti il denaro non ha origine illecita, rimane ancora poco chiara la ragione di questo sistema di polizze.

Per ora, la Procura ha fatto sapere ce non è emerso nulla di penalmente rilevante, nessun meccanismo di autofinanziamento o utilità corruttiva, ma il comportamento di uno dei più stretti ex collaboratori della sindaca apre un problema politico per il Campidoglio.

Quello che è già stato soprannominato “il caso polizze”, infatti, potrebbe intrecciarsi con le vicende dietro le comunarie che incoronarono Raggi come la candidata 5 Stelle per Roma, già gravate dall’inchiesta su un presunto dossier per fare fuori Marcello De Vito, il competitor più accreditato.

Su questo punto, Romeo respinge ogni illazione: “Le polizze non hanno a che vedere con M5S né sono state aperte a favore di suoi esponenti per favorire Virginia Raggi alle primarie per la scelta del Sindaco di Roma”.

I dubbi, però, soprattutto per la base de movimento, sono molti. A dar voce all’ipotesi di un “giochino” è uno dei fondatori del movimento torinese, Vittorio Bertola, che scrive: “Da parecchi anni si sono diffuse polizze vita che in realtà sono contenitori di soldi da investire”. Uno strumento “molto meno tracciabile di una mazzetta in contanti”. Per Bertola, “io che voglio un favore dal futuro sindaco di Roma prima delle elezioni prendo una polizza e lo nomino come beneficiario; dopodiché, se lui vince e mi fa il favore, io faccio passare il tempo minimo necessario e poi riscatto la polizza e lui incassa, altrimenti cambio di nuovo il beneficiario e mi tengo i soldi”.

Di certo, oggi, c’è solo la difesa accorata sul blog di Beppe Grillo: “Virginia è onesta e pure preparata er popolo ha capito, de chi fidasse sippure tutti l’antri, sò in parata faremo tornà i sordi ne le casse”, si legge nel testo. E conclude: “Fate attenzione quindi ‘brava’ gente, er sinnaco de Roma nun se tocca, er popolo ha votato e nun se pente. In verità ve dico: ‘Puliteve la bocca’”.

Chissà se basterà a sedare gli animi dei grillini. Intanto, Grillo ha imposto a tutti gli esponenti del movimento il silenzio stampa: basta commenti su facebook, basta dichiarazioni pubblice. Il diktat è chiaro: “Chi parla di Virginia è fuori”.

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