Nessuno vuole più andare al Pronto Soccorso dell’ospedale di Saronno, i medici anestesisti si sentono chiedere dai pazienti se siano “ anche loro assassini” e il prevosto don Angelo Cattaneo ha dovuto inviare a una lettera a tutte le chiese della zona invitando i fedeli a “ non fare di tutta l’erba un fascio” e a farsi curare con fiducia dall’azienda ospedaliera dove è accaduto il “ fattaccio”. Il fattaccio è un miscuglio di follia, delirio di onnipotenza e mitomania. Ma anche di possibile eutanasia.

Una settimana fa sono stati arrestati, in seguito alla denuncia di due infermieri, un medico, Leonardo Cazzaniga, e la sua compagna infermiera Laura Taroni, che lavoravano a Pronto Soccorso. Sono sospettati rispettivamente, lui di quattro e lei di una, morti “ strane” avvenute nel loro reparto. Le denunce sono di qualche anno fa e avevano provocato anche una commissione interna all’ospedale, composta dalle massime cariche mediche, che non aveva rilevato nulla di anomalo. Del resto il viceprimario Cazzaniga è molto stimato e viene difeso anche dai dipendenti dell’ospedale. Alcuni infermieri si spingono a dire che è proprio il medico che vorresti trovarti davanti se hai la disgrazia di finire al pronto soccorso. E allora, come siamo arrivati al fattaccio?

Succede che i carabinieri di Saronno iniziano a intercettare i due nei telefoni e nelle auto. E siamo al delirio. Delirio nelle parole di Laura Taroni, che appare non solo come una killer spietata che con premeditazione avrebbe sterminato mezza famiglia, e cioè marito madre suocero cugino, ma anche come una pazza scatenata. E perché non mitomane? E delirio negli organi di informazione. È dovuto intervenire personalmente, dopo qualche giorno, il procuratore capo di Busto Arsizio Gianluigi Fontana per precisare che l’infermiera non aveva nessuna intenzione di uccidere i propri figli, mentre tutti i giornali non parlavano d’altro, per non parlare dei social e del suo profilo facebook.

Lei parla e straparla di tutto. Una perizia psichiatrica parrebbe urgente, a leggere le intercettazioni in cui discetta di liquido idraulico versato sui pomodori della zia sorda e cieca che non muore, di cremazioni per far scomparire le tracce, di farmaci somministrati a persone sane e addirittura di maiali cui gettare in pasto i corpi. E di omicidi perfetti, cioè quelli farmacologici, descritti con dovizia di particolari in auto al figlio di dieci anni. E qui i casi sono due. O è tutto vero, gli omicidi sono stati progettati ed eseguiti e allora la signora necessita con urgenza di cure psichiatriche e finirà i suoi giorni in un istituto per criminali malati di mente. Oppure il suo è solo uno straparlare di mitomane esibizionista e allora non pare che il carcere sia per lei la soluzione migliore.

Ma non bisogna dimenticare che al fattaccio si è arrivati in seguito alle denunce di due infermieri nei confronti del dottor Cazzaniga per quattro morti, avvenute in corsia, di persone già in gravi condizioni. Il viceprimario del pronto soccorso, che si è difeso dicendo di aver sempre cercato di alleviare le sofferenze dei pazienti, ma non di averne voluto provocare la morte, è accusato di aver somministrato quello che viene chiamato il “ protocollo Cazzaniga”, un insieme di sostanze come la morfina e il profopol in sovradosaggio, tanto da determinare un’accelerazione della morte.

Ora credo che più o meno tutti sappiano che, nel silenzio dei corridoi degli ospedali, in gran parte con il consenso dei familiari, in tanti ospedali italiani viene praticata l’eutanasia nei confronti di malati terminali e senza speranza. Una legge che ne regolamenti l’applicazione nel nostro paese non c’è. Quindi in ogni caso il dottor Cazzaniga potrebbe essere un omicida, secondo la legge. Medico compassionevole, ma omicida. Oppure uno denunciato ingiustamente.

Questa, più o meno, credo sia la storia degli “ amanti killer” e dell’ospedale di Saronno, dove, come ha chiesto il parroco, continuiamo ad andare, per favore. E ricordiamo che la nostra tanto declamata Costituzione dice che “ la responsabilità penale è personale”.

LE MORTI SOSPETTE ALL’OSPEDALE DI SARONNO SOLLEVANO DUBBI SULLA CONDOTTA DEGLI “ AMANTI KILLER”.

INTANTO È DOVUTO INTERVENIRE IL PARROCO PER INVITARE I CITTADINI A RIVOLGERSI CON FIDUCIA AL PRONTO SOCCORSO

TIZIANA MAIOLO